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Luca de Simone
Più
di mezzo secolo di mezzo secolo di basket montecatinese
è stato definitivamente cancellato. Il giorno
più nero della pallacanestro termale sarà
sempre ricordato: mercoledì 19 settembre 2001,
cioè quando è stato definitivamente respinto
il ricorso presentato d'urgenza al Coni per la riammissione
di Montecatini nel campionato di A1. In pochi munuti
è scomparsa una società gloriosa, fondata nel
1949 e con alle spalle 14 anni consecutivi di serie A.
La Fip (Federazione italiana pallacanestro), che era
rappresentata dal vicepresidente Troncarelli e dal
segretario Blasetti, si è decisamente opposta a
questa eventualità. A nulla sono valsi gli inviti
della Lega e del conciliatore per trovare un'intesa. E
pensare che solo pochi giorni fa il presidente della Fip,
Fausto Maifredi, in un incontro a Perugia, si era detto
disposto a venire incontro alle richieste termali.
Nelle ultime ore, si era sparsa anche la possibilità
di una soluzione di ripiego, cioé di inserire
Montecatini in A2, in modo da trovare una conciliazione agli
interessi della Federazione e della società termale.
Ma non è stato così.
Ora ci saranno effetti da terremoto dopo la sparizione della
società. In modo particolare, una perdita economica
di centinaia di milioni a giocatori e tecnici che hanno
militato a Montecatini nelle ultime due stagioni.
Inutile sottolineare la delusione che serpeggia in
città, dove erano state raccolte duemila firme,
inviate poi ai vertici nazionali del basket. Delusione anche
tra i giocatori, che si stavano allenando agli ordini di
Stefano Ranuzzi, a partire dal «capitano» Andrea
Niccolai, che aveva annunciato di voler rimanere a
Montecatini rifiutando le offerte di altre squadre. I tifosi
avevano già sottoscritto centinaia di abbonamenti, a
conferma del loro attaccamento ai colori
rossoblù.
Ora è tutto finito davvero.

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