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MARZO 2001

      Personaggi
       Gestì la Locanda Maggiore e la Grotta Giusti, fu amico di Verdi
     Melani, il primo grande albergatore

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Luca de Simone

Ancora oggi il suo nome viene ricordato, spesso abbinandolo con quello di Giuseppe Verdi, ma pochi realmente sanno chi sia stato. Napoleone Melani è stato sicuramente il primo albergatore «illuminato» che la città termale abbia avuto, il primo, per fortuna, di una lunga serie. Contrariamente a quello che si possa pensare non era montecatinese, ma pistoiese. Diversi personaggi pistoiesi scelsero di investire con proprie attività nella città termale, come nel caso dei Lavarini, ad esempio.
Napoleone Melani fu il gestore della Locanda Maggiore (nella foto), il grande albergo di piazza del Popolo (oggi Plaza) che aveva appunto tra i suoi ospiti più illustri il maestro Verdi. Melani investì con grande coraggio tutti i suoi capitali per aprire un albergo, che era quello che più era necessario per valorizzare le terme e far accorrere numerosi forestieri. La sua iniziativa contribuì, in pochi anni, a far diffondere il nome di Montecatini in tutta Italia, ma anche nel resto dell'Europa e del mondo. Melani ci teneva a mettere a suo agio gli ospiti, a fargli aprezzare i benefici delle cure termali e delle bellezze artistiche e paesaggistiche della Toscana. Fu tra i più tenaci sostenitori del prolungamento della stagione turistica dal 15 agosto a tutto il mese di settembre, poi diventato quello di maggior richiamo. Fondò il giornale Tettuccio, che è stato distribuito fino a poche stagioni fa al pubblico degli stabilimenti termali, con l'intendo di promuovere il nome delle Terme e di Montecatini. Quella della pubblicità, che allora non aveva certo i costi di oggi, fu sempre un'altra delle sue brillanti intuizioni.
Per migliorare il soggiorno dei turisti, su disegno dell'architetto Vittorio Bardini, costruì nel giardino della Locanda Maggiore il «Teatro delle varietà», alla cui inaugurazione presenziarono Verdi e Tamagno. Nel 1898, con l'apertura della funicolare, pensò di costruire al Castello un albergo mastodontico di 400 camere, ma il Comune bloccò i lavori, perché sarebbe andato distrutto un pezzo delle antiche mura. Allora fece costruire un lussuosissimo ristorante, tutto in legno, che chiamò «Padiglione Melani», dove, oltre a mangiare molto bene, si godeva uno splendido panorama sulla città bassa. Però, una notte di Carnevale, il locale fu distrutto da un incendio che, secondo molti, fu di origine dolosa o perlomeno sospetta.
Nel 1899 Melani prese in gestione, per trent'anni, la Grotta Giusti di Monsummano, che natuarlmente non mancò di essere visitata anche da Verdi e da tutta la sua compagnia, oltre ad essere sostenuta da una imponente campagna pubblicitaria.
Anche qui costruì un teatro e vi fece rappresentare una serie di spettacoli di altissimo livello, ideò un premio di poesia al quale parteciparono anche Carlo Scarfoglio e Giovanni Rabizzini.
Se c'erano problemi di acqua potabile per Montecatini, Melani pensò a realizzare un acquedotto. Trovò l'acqua a Marliana, la incanalò e la portò al piano, distribuendola a tutti.
Il comune di Montecatini, nella riunione del 10 novembre 1908, su proposta del sindaco Egisto Simoncini, lo nominò cittadino onorario. Napoleone Melani morì a Pistoia il 21 novembre 1917, all'età di 59 anni, quando ancora aveva tanti progetti da realizzare. Da tempo la fortuna gli aveva voltato le spalle.
Oggi rimangono diverse lettere a testimonianza dell'amicizia tra Melani e Verdi ed in molte di queste il grande maestro ordinava al suo albergatore e confidente alcune casse di vino e olio delle nostre colline.

 

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