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Luca de Simone
Ancora oggi il suo nome viene
ricordato, spesso abbinandolo con quello di Giuseppe Verdi,
ma pochi realmente sanno chi sia stato. Napoleone Melani
è stato sicuramente il primo albergatore
«illuminato» che la città termale abbia
avuto, il primo, per fortuna, di una lunga serie.
Contrariamente a quello che si possa pensare non era
montecatinese, ma pistoiese. Diversi personaggi pistoiesi
scelsero di investire con proprie attività nella
città termale, come nel caso dei Lavarini, ad
esempio.
Napoleone Melani fu il gestore della Locanda Maggiore (nella
foto), il grande albergo di piazza del Popolo (oggi Plaza)
che aveva appunto tra i suoi ospiti più illustri il
maestro Verdi. Melani investì con grande coraggio
tutti i suoi capitali per aprire un albergo, che era quello
che più era necessario per valorizzare le terme e far
accorrere numerosi forestieri. La sua iniziativa
contribuì, in pochi anni, a far diffondere il nome di
Montecatini in tutta Italia, ma anche nel resto dell'Europa
e del mondo. Melani ci teneva a mettere a suo agio gli
ospiti, a fargli aprezzare i benefici delle cure termali e
delle bellezze artistiche e paesaggistiche della Toscana. Fu
tra i più tenaci sostenitori del prolungamento della
stagione turistica dal 15 agosto a tutto il mese di
settembre, poi diventato quello di maggior richiamo.
Fondò il giornale Tettuccio, che è stato
distribuito fino a poche stagioni fa al pubblico degli
stabilimenti termali, con l'intendo di promuovere il nome
delle Terme e di Montecatini. Quella della
pubblicità, che allora non aveva certo i costi di
oggi, fu sempre un'altra delle sue brillanti intuizioni.
Per migliorare il soggiorno dei turisti, su disegno
dell'architetto Vittorio Bardini, costruì nel
giardino della Locanda Maggiore il «Teatro delle
varietà», alla cui inaugurazione presenziarono
Verdi e Tamagno. Nel 1898, con l'apertura della funicolare,
pensò di costruire al Castello un albergo
mastodontico di 400 camere, ma il Comune bloccò i
lavori, perché sarebbe andato distrutto un pezzo
delle antiche mura. Allora fece costruire un lussuosissimo
ristorante, tutto in legno, che chiamò
«Padiglione Melani», dove, oltre a mangiare molto
bene, si godeva uno splendido panorama sulla città
bassa. Però, una notte di Carnevale, il locale fu
distrutto da un incendio che, secondo molti, fu di origine
dolosa o perlomeno sospetta.
Nel 1899 Melani prese in gestione, per trent'anni, la Grotta
Giusti di Monsummano, che natuarlmente non mancò di
essere visitata anche da Verdi e da tutta la sua compagnia,
oltre ad essere sostenuta da una imponente campagna
pubblicitaria.
Anche qui costruì un teatro e vi fece rappresentare
una serie di spettacoli di altissimo livello, ideò un
premio di poesia al quale parteciparono anche Carlo
Scarfoglio e Giovanni Rabizzini.
Se c'erano problemi di acqua potabile per Montecatini,
Melani pensò a realizzare un acquedotto. Trovò
l'acqua a Marliana, la incanalò e la portò al
piano, distribuendola a tutti.
Il comune di Montecatini, nella riunione del 10 novembre
1908, su proposta del sindaco Egisto Simoncini, lo
nominò cittadino onorario. Napoleone Melani
morì a Pistoia il 21 novembre 1917, all'età di
59 anni, quando ancora aveva tanti progetti da realizzare.
Da tempo la fortuna gli aveva voltato le spalle.
Oggi rimangono diverse lettere a testimonianza dell'amicizia
tra Melani e Verdi ed in molte di queste il grande maestro
ordinava al suo albergatore e confidente alcune casse di
vino e olio delle nostre colline.

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