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Luca de Simone
La nuova stagione turistica
è iniziata con la buona notizia della riapertura
della funicolare, che collega la città termale con il
Castello. Ma dopo pochi giorni c'è stato un nuovo
stop all'impianto, che ha avuto la necessita di una nuova
serie di lavori per tornare a funzionare. Tutto si è
concluso nel giro di pochi giorni e la funicolare è
tornata al servizio del suo affezionato pubblico di turisti
e non.
In precedenza, il proprietario Lido Cardelli si era
accollato un mutuo per riparare la puleggia che aziona i
cavi e per effettuare altri lavori di manutenzione per una
spesa di 300 milioni. Tra un anno però ci sarà
la revisione ventennale che richiederà un intervento
drastico su tutta la struttura, binari compresi. Ed
occorreranno almeno due miliardi.
A
quel punto tornerà di attualità il riscio
della possibile chiusura dell'impianto. In un recente
incontro, gli amministratori hanno confermato che
cercheranno di inserire la funicolare nel piano provinciale
dei trasporti, sottolineandone l'importanza anche come
servizio pubblico, oltre che turistico.L'obiettivo rimane
quello di accedere a finanziamenti statali o europei,
impossibili da raggiungere per un privato, ma non se entrano
in ballo Regione, Comune e Provincia. Intanto,
l'ex-assessore alla cultura, Bruno Ialuna, ha lanciato un
appello con una lettera al ministro Melandri.
La funicolare ha compiuto cento anni. Quando fu aperta, nel
1898, Montecatini aveva Giuseppe Verdi tra i suoi ospiti di
maggior prestigio, Napoleone Melani fece costruire sulle
mura un ristorante chiamato «Padiglione Melani»
per ricevere i turisti che salivano fino a Montecatini
Alto.
Risalì al 1890 la prima idea di costruire la
funicolare. Le strade di collegamento tra il Castello, dove
erano situati gli uffici comunali, e i Bagni non erano certo
agevoli e così si cominciò a pensare ad una
soluzione diversa ed avveniristica, che rendesse più
piacevole il soggiorno dei molti «forestieri». Nel
1896 l'ingegnere genovese Alessandro Ferretti inoltrò
la domanda per avere la concessione della costruzione di una
«ferrovia funicolare dal capoluogo del comune alla
sottostante frazione dei Bagni». La popolazione
appoggiò con entusiasmo un'opera ritenuta «di
grande progresso e d'incontestabile utilità
generale». L'8 ottobre il consiglio comunale
accettò la richiesta di concessione. Il progetto
venne realizzato dalla società «Carlo Barbano e
C.» e dopo circa due anni la funicolare venne
inaugurata.
E quel 4 giugno 1898 per il Castello fu un avvenimento
davvero eccezionale, come confermarono le cerimonie in
programma. Venne sistemata una lapide sulla sede del comune
di Montecatini Alto. Poi, ci furono balli popolari sulla
rotonda delle mura, un concerto musicale della banda di
Porta al Borgo a Pistoia, l'innalzamento di globi
aereostatici e una grandiosa illuminazione del paese
preparata dalla ditta Fantappiè di Firenze.
La funicolare fu realizzata a Genova ed ebbe un costo di
circa 300.000 lire. La linea con diversi cavalcavia e
sottopassaggi ha una lunghezza di 1065 metri e un dislivello
di 205 metri con una pendenza massima all'arrivo del
40%.
Dal 1901 al 1925 l'impianto rimase in funzione solo nel
periodo estivo, ottenendo un notevole consenso tra i
residenti e i turisti. Uno slogan popolare negli anni Trenta
affermava: «Vi si sale malati e vi si discende
sani». Nel periodo ci sono state diverse trasformazioni
nella proprietà. Nel 1912 la società in nome
collettivo «Carlo Barbano e C.» venne trasformata
in una società in accomandita semplice
«Giovannetti Vittorio e C.» con sede a Genova.
Erano soci l'ingegner Carlo Barbano, il cavalier Giacomo
Giovannetti e l'avvocato Vittorio Giovannetti. Nel 1934 fu
fondata la «Società Anonima Funicolare» di
Montecatini con sede a Genova, formata dai vecchi
proprietari (nel 1930 era morto il cavalier Giovannetti). Fu
trasformato anche il sistema di alimentazione dal carbone
all'eneregia elettrica.
In questo secolo di vita la funicolare non ha avuto solo
momenti felici. Durante la seconda guerra mondiale la
funicolare fu seriamente danneggiata: furono minate la linea
e la cabina elettrica. Una pattuglia tedesca sfasciò
le vetture e tagliò il cavo. Riparati i danni
l'attività riprese nel 1951. Nel 1976 nacquero nuovi
problemi per la messa a norma degli impianti e per alcuni
anni la funicolare rimase chiusa, finché Lido
Cardelli, l'attuale proprietario, decise di tuffarsi in
un'avventura che nemmeno il Comune aveva rischiato di
correre. E tre estati fa il Castello ha potuto festeggiare
un secolo di vita del suo «trenino».

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