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APRILE 2001

      Servizi & trasporti
       Dopo la riapertura dell'impianto, sono stati eseguiti altri lavori di manutenzione
     Funicolare,attività a pieno ritmo

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Luca de Simone

La nuova stagione turistica è iniziata con la buona notizia della riapertura della funicolare, che collega la città termale con il Castello. Ma dopo pochi giorni c'è stato un nuovo stop all'impianto, che ha avuto la necessita di una nuova serie di lavori per tornare a funzionare. Tutto si è concluso nel giro di pochi giorni e la funicolare è tornata al servizio del suo affezionato pubblico di turisti e non.
In precedenza, il proprietario Lido Cardelli si era accollato un mutuo per riparare la puleggia che aziona i cavi e per effettuare altri lavori di manutenzione per una spesa di 300 milioni. Tra un anno però ci sarà la revisione ventennale che richiederà un intervento drastico su tutta la struttura, binari compresi. Ed occorreranno almeno due miliardi.
A quel punto tornerà di attualità il riscio della possibile chiusura dell'impianto. In un recente incontro, gli amministratori hanno confermato che cercheranno di inserire la funicolare nel piano provinciale dei trasporti, sottolineandone l'importanza anche come servizio pubblico, oltre che turistico.L'obiettivo rimane quello di accedere a finanziamenti statali o europei, impossibili da raggiungere per un privato, ma non se entrano in ballo Regione, Comune e Provincia. Intanto, l'ex-assessore alla cultura, Bruno Ialuna, ha lanciato un appello con una lettera al ministro Melandri.
La funicolare ha compiuto cento anni. Quando fu aperta, nel 1898, Montecatini aveva Giuseppe Verdi tra i suoi ospiti di maggior prestigio, Napoleone Melani fece costruire sulle mura un ristorante chiamato «Padiglione Melani» per ricevere i turisti che salivano fino a Montecatini Alto.
Risalì al 1890 la prima idea di costruire la funicolare. Le strade di collegamento tra il Castello, dove erano situati gli uffici comunali, e i Bagni non erano certo agevoli e così si cominciò a pensare ad una soluzione diversa ed avveniristica, che rendesse più piacevole il soggiorno dei molti «forestieri». Nel 1896 l'ingegnere genovese Alessandro Ferretti inoltrò la domanda per avere la concessione della costruzione di una «ferrovia funicolare dal capoluogo del comune alla sottostante frazione dei Bagni». La popolazione appoggiò con entusiasmo un'opera ritenuta «di grande progresso e d'incontestabile utilità generale». L'8 ottobre il consiglio comunale accettò la richiesta di concessione. Il progetto venne realizzato dalla società «Carlo Barbano e C.» e dopo circa due anni la funicolare venne inaugurata.
E quel 4 giugno 1898 per il Castello fu un avvenimento davvero eccezionale, come confermarono le cerimonie in programma. Venne sistemata una lapide sulla sede del comune di Montecatini Alto. Poi, ci furono balli popolari sulla rotonda delle mura, un concerto musicale della banda di Porta al Borgo a Pistoia, l'innalzamento di globi aereostatici e una grandiosa illuminazione del paese preparata dalla ditta Fantappiè di Firenze.
La funicolare fu realizzata a Genova ed ebbe un costo di circa 300.000 lire. La linea con diversi cavalcavia e sottopassaggi ha una lunghezza di 1065 metri e un dislivello di 205 metri con una pendenza massima all'arrivo del 40%.
Dal 1901 al 1925 l'impianto rimase in funzione solo nel periodo estivo, ottenendo un notevole consenso tra i residenti e i turisti. Uno slogan popolare negli anni Trenta affermava: «Vi si sale malati e vi si discende sani». Nel periodo ci sono state diverse trasformazioni nella proprietà. Nel 1912 la società in nome collettivo «Carlo Barbano e C.» venne trasformata in una società in accomandita semplice «Giovannetti Vittorio e C.» con sede a Genova. Erano soci l'ingegner Carlo Barbano, il cavalier Giacomo Giovannetti e l'avvocato Vittorio Giovannetti. Nel 1934 fu fondata la «Società Anonima Funicolare» di Montecatini con sede a Genova, formata dai vecchi proprietari (nel 1930 era morto il cavalier Giovannetti). Fu trasformato anche il sistema di alimentazione dal carbone all'eneregia elettrica.
In questo secolo di vita la funicolare non ha avuto solo momenti felici. Durante la seconda guerra mondiale la funicolare fu seriamente danneggiata: furono minate la linea e la cabina elettrica. Una pattuglia tedesca sfasciò le vetture e tagliò il cavo. Riparati i danni l'attività riprese nel 1951. Nel 1976 nacquero nuovi problemi per la messa a norma degli impianti e per alcuni anni la funicolare rimase chiusa, finché Lido Cardelli, l'attuale proprietario, decise di tuffarsi in un'avventura che nemmeno il Comune aveva rischiato di correre. E tre estati fa il Castello ha potuto festeggiare un secolo di vita del suo «trenino».

 

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