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Luca de Simone
U n francobollo commemorativo a scopo filantropico ricorderà la regina Elena di Montenegro, a cinquant'anni dalla sua scomparsa avvenuta, in esilio a Montpellier, il 28 novembre 1952. La regina fu uccisa da un tumore all'età di 79 anni. Il francobollo avrà un sovrapprezzo di 21 centesimi che verranno destinati alla lotta contro i tumori. E' la prima volta, nella storia della nostra Repubblica, che viene emesso un francobollo con l'immagine di una regnante. La regina Elena è stata prescelta, perché durante la sua vita si contraddistinse per un profondo altruismo, tanto che Pio XII la definì la «regina della carità», dopo che Pio XI le aveva conferito la «Rosa d'oro della Cristianità». La sovrana si era distinta per gli aiuti forniti personalmente alla popolazione di Messina, in occasione del tragico terremoto del 1908, per l'allestimento di un ospedale nelle sale del Quirinale, durante la prima guerra mondiale, per l'organizzazione delle prime cliniche per la lotta ai tumori. Molte anche le sue iniziative effettuate in completo anonimato, ma tutta la sua opera ebbe appunto i più alti riconoscimenti da parte dei Pontefici. Elena rimase scossa dal terremoto, e per il resto della sua vita s'interessò allo studio per prevenire questi fenomeni, come s'interessò di medicina, fino a meritare una laurea ad honorem. E fa del bene, più o meno silenziosamente. C'è chi si rivolge direttamente a lei per chiedere aiuto e lo ottiene, finanzia opere benefiche a favore degli encefalitici, per madri povere, per i tubercolotici, per gli ex combattenti ecc. E si dice sia intervenuta presso il re anche a favore degli ebrei.
Il 18 dicembre 1935, è lei a dare l'esempio agli italiani regalando alla Patria la sua fede nuziale che, come scriverà a Mussolini, rappresenta la cosa più cara che abbia. Elena di Montenegro, come tutti gli altri personaggi di casa Savoia, venne più volte a Montecatini, a conferma dell'importanza già raggiunta dalla città. Vittorio Emanuele III, infatti, vi venne due volte: nel 1910 inaugurò il nuovo grande stabilimento dei sali termali, accompagnato dalla regina Elena e dal principe Corsini. In questa occasione ricevettero un entusiastica accoglienza popolare. I sovrani, contornati da uno stuolo di autorità tra cui spiccava Ferdinando Martini, percorsero il viale Verdi tra due ali di folla e si recarono all'apertura ufficiale delle Terme Grocco, quindi agli stabilimenti Tettuccio e Regina e, infine, all'Excelsior. Visitarono il palazzo comunale, che era stato ultimato l'anno prima. Poi, vi tornarono nel luglio 1919 per l'inaugurazione del monumento ai Caduti davanti al municipio. Anche una visita effettuata nel giugno 1926 senza alcun preavviso, suscitò curiosità ed entusiasmo. Accompagnata dal medico di famiglia, conte Carlo Calvi di Bergolo, e dalla contessa Iolanda Calvi, principessa di Savoia, arrivò in incognito e soggiornò, come era tradizione di famiglia, al grand hotel Bellavista. Rimase in un totale isolamento, in piena armonia di quello che era il quotidiano comportamento di vita della coppia reale. Vittorio Emanuele III ed Elena si sposarono il 24 ottobre 1896. Prima ci fu la cerimonia civile al Quirinale, poi il matrimonio religioso in Santa Maria degli Angeli. Elena indossò per l'occasione un velo di Burano intessuto di fili d'argento che disegnavano migliaia di margherite regalo della suocera, su cui era appoggiato un diadema regalo del suocero. Si trattò di nozze regali ma molto semplici. L'11 agosto 1900, in seguito all'assassinio del padre, Vittorio Emanuele sale al trono, Elena diventa regina. Nemmeno un anno dopo ecco l'arrivo di una figlia, Jolanda, poi sarà la volta di Mafalda cui seguiranno Umberto l'erede, e per gli Aosta svanisce il sogno di succedere nel regno, Giovanna e Maria. La regina vedova Margherita è sempre più stravolta, la nuora non tiene salotti letterari, non fa la mecenate, ma si dedica al marito, ai figli e alla casa. Elena segue il marito nella "fuga" a Brindisi. Termina la guerra, il 9 maggio del 1946 Vittorio Emanuele III abdica a favore del figlio Umberto e prende la via dell'esilio. Lui ed Elena andranno ad abitare a Villa Jela, ad Alessandria in Egitto, ospiti di re Farouk che intende ricambiare l'ospitalità data suo tempo dal re italiano a suo padre. Elena resterà lì fino alla morte del marito, 28 dicembre del 1947, dopo diciannove mesi d'esilio, per trasferirsi poi a Montpellier dove morirà il 28 novembre 1952.

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