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Luca de Simone
Fra le tante persone che sono
state presenti nella nostra città, un ricordo
particolare va rivolto ad una donna famosa in tutto il
mondo: Marie Curie Sladowska. Nata a Varsavia nel 1867,
fuggì dalla sua amata città, che interdiceva
alle donne l'accesso all'università, e si
trasferì a Parigi, dove, insieme al marito,
iniziò a svolgere ricerche scientifiche.
Alla Sorbona frequentava lezioni di fisica, chimica e
matematica e giorno dopo giorno apprendeva sempre con
maggior sorpresa quanto il cervello umano sia in grado di
conoscere. Insieme al marito tentava di capire da dove
derivassero quelle radiazioni che Henri Becquerel aveva
notato esaminando i sali di uranio. Dopo poche settimane di
esperimenti ed osservazioni, Marie concluse con certezza che
le radiazioni emesse dall'uranio non erano influenzate dalla
luce o dalla temperatura e nemmeno dalla combinazione
chimica dell'uranio stesso, inoltre l'intensità delle
radiazioni era proporzionale alla quantità
dell'uranio presente. Ma, si chiese la giovane scienziata,
perché questa proprietà dell'uranio di
emettere radiazioni non potrebbe appartenere anche ad altri
elementi chimici? Così Marie passò ad
esaminare, uno per uno, tutti i corpi chimici conosciuti,
per poi arrivare alla scoperta del radio e del polonio, per
la quale ottenne, insieme al marito e ad Henri Becquerel nel
1903, il premio Nobel. Proprio per rilevare la
radioattività dell'acqua Tettuccio, Madame Curie fu
invitata a Montecatini, dove giunse nell'agosto 1918. A
testimonianza del suo arrivo in città è
conservato all'Accademia d'Arte un telegramma, inviato dal
Professor Giuseppe Cavazzali al Professor Raffaelo Nasini,
nel quale si chiedevano adeguati preparativi per ricevere
l'illustre ospite.
L'esperimento, per rilevare la radioattività
dell'acqua Tettuccio fu effettuato a Pisa, e fu un evento
importante, anche se all'epoca non fu propagandato. A
testimonianza della presenza della scienziata e di
ciò che aveva fatto, fu posta una lapide che si trova
all'interno dello stabilimento Tettuccio.
Alla morte del marito, Madame Curie fu incaricata
all'insegnamento alla Sorbona. Essa continuò le
ricerche e nel 1910 riuscì ad isolare il radio
metallico, per il quale nel 1911 le venne assegnato il
Premio Nobel per la chimica.
Morì il 4 luglio 1934 per un'anemia, conseguenza
della lunga esposizione a sostanze radioattive, proprio lei
che diede all'umanità la prima arma per la lotta
contro i tumori.

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