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AGOSTO 2000

      Copertina
        L'attore-regista interpreterà il burattino di Collodi, Villaggio sarà Geppetto
     Benigni sarà Pinocchio

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Luca de Simone

Era la fine degli anni '70, quando Roberto Benigni fu protagonista di un travolgente spettacolo al teatro Verdi ancora prima che diventasse il tendone odierno inaugurato nel 1981. Fu Inigo Cortesi a scritturarlo per una serata , che nessuno dei presenti riuscirà dacilmente a dimenticare. Benigni fu un'ondata di comicità, che «travolse» il pubblico, di cui faceva parte anche la sorella. Nessuno, però, si sarebbe immaginato che l'attore di Vergaio sarebbe poi riuscito a conquistare il premio Oscar, come pochi avrebbero pensato che il teatro Verdi sarebbe diventato uno dei più importanti e conosciuti d'Italia, grazie ad anni di trasmissioni televisive. Benigni e Montecatini si sono incontrati successivamente proprio durante Serata d'Onore, quando l'attore fu ospite dello spettacolo condotto da Pippo Baudo.
Ma la notizia nuova, comunque non sorprendente, è che la Valdinievole e in particolare Collodi verranno nuovamente «travolti» dalla comicità di Benigni, che, nel prossimo e già attesissimo film, ha deciso di interpretare Pinocchio, il burattino più famoso del mondo, realizzando così un sogno che ha detto di inseguire da sempre.Mastro Geppetto sarà invece Paolo Villaggio.
«Sono vent'anni che aspetto che mi cresca il naso», ha detto annunciando il prossimo inizio delle riprese del film. E questa volta non per stupire con una delle sue solite follie ma per realizzare finalmente il suo sogno più grande: con formazione da Oscar al gran completo, Roberto Benigni vuole portare sul grande schermo la favola di Carlo Lorenzini, il «Collodi». Lui sarà Pinocchio,Nicoletta Braschi la Fata turchina.
«Forse da quando sono nato - ha raccontato con la sua solita verve l'attore-regista - ho voglia che mi si allunghi il naso. Finalmente mentre ero sul letto e pensavo mi sono sentito prendere per mano ed era Pinocchio». Tre volte premio Oscar con La vita è bella, la sua pellicola è già attesissima. Insieme a lui saranno la moglie Nicoletta e Vincenzo Cerami che adatterà il testo della favola alla versione cinematografica. «Non so ancora come lo farò - ha detto Benigni - a che ora, con che colori, con che cielo, con quali gatti, volpi, talpe e lucertole, ma poter essere Pinocchio nel prossimo film mi dà uno sconquassamento di felicità, una soddisfazione così strepitosa che se riuscissi a trasmetterne anche solo una piccolissima parte, farei felice tutto il mondo vivente».
Quello su Pinocchio sarà il suo settimo film diretto e interpretato. Il primo fu Tu mi turbi (1983), l'ultimo, appunto, La vita è bella che gli ha dato, insieme all'ambita statuetta, il grande successo negli Stati Uniti. E dagli Usa, anche per Pinocchio, potrebbe venire l'interessamento di una grande casa distributrice; ad esempio la stessa Miramax de
La vita è bella.
Nell'ambiente degli studiosi di Pinocchio c'è stata una vera e propria esultanza alla notizia che Benigni interpreterà il burattino di legno. «Aspettavamo da tanti anni questa notizia - ha affermato Pierfrancesco Bernacchi, segretario generale della «Fondazione Collodi»-: e quando vinse l'Oscar ci rallegrammo con lui ricordandogli che quello di Pinocchio sarebbe stato il suo personaggio ideale. Speriamo che possa soppiantare la versione di Disney che è molto lontana dall'originale. Siamo convinti che Benigni sia l'unico in grado di darci un Pinocchio vero, che restituisca la toscanità del personaggio».
Molti pensavano che il prossimo Pinocchio potesse essere firmato da Francis Ford Coppola, che da tempo è coinvolto in una lite giudiziaria tra le Major per i diritti del libri, che voleva trasformare in un film kolossal.
Ma Benigni sembrava predestinato a questo film. Glielo diceva anche Federico Fellini: «Sei come Pinocchio»e aveva nei suoi progetti di fare questo film, un Pinocchio con Roberto Benigni da Vergaio, un folletto, con le gambe secche saltellanti nell'aria.
Aspettando un copione da Hollywood (ma sono arrivati tutti con ruoli ridicoli), Benigni ha incontrato il burattino di legno: «Ho pensato a Pinocchio, a uno di quei libri che si leggevano ai tempi in cui la televisione non c'era, un paesaggio dell'anima che forse oggi sembra antiquato. Il Gatto e la Volpe, Mangiafuoco, la Fata dai capelli turchini, il Paese dei Balocchi».
I Pinocchi che Benigni ha nella sua mente sono quello di Disney, o quello tutto italiano di Comencini, con Franco e Ciccio a fare il Gatto e la Volpe, e un ragazzino toscano dalla faccia da allegro sciagurato, Andrea Balestri, a interpretare Pinocchio. Erano gli anni '70, e quello era un cinema ancora artigianale, senza effetti speciali. In questi mesi ha pensato anche ad un film su Dante, il suo amato Dante, e la biografia di San Francesco, che anche lui, a suo modo, era un giullare, il giullare di Dio. Nonostante la vittoria dell'Oscar, Benigni continua a comportarsi come una persona qualunque ed è il primo a stupirsi di tanta attenzione attorno a lui. «Quest'anno sono stato invitato dal Papa per una proiezione privata de La vita è bella. Ero emozionato come non mai. E mi sono sentito come Pinocchio nel ventre della balena. Quando incontra suo padre, e gli dice: '
Non sono stato buono con voi, non ho fatto abbastanza attenzione a voi...'
Appena dopo la proiezione, ho telefonato a mio padre, per abbracciarlo».
Così, ha finito per scegliere per il suo film una storia scritta da un toscano del secolo scorso, Carlo Lorenzini detto Collodi. Una storia di casa sua, lasciando perdere tutti i copioni che gli hanno mandato da Hollywood.

 

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