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Luca de Simone
Era la fine degli anni '70,
quando Roberto Benigni fu protagonista di un travolgente
spettacolo al teatro Verdi ancora prima che diventasse il
tendone odierno inaugurato nel 1981. Fu Inigo Cortesi a
scritturarlo per una serata , che nessuno dei presenti
riuscirà dacilmente a dimenticare. Benigni fu
un'ondata di comicità, che «travolse» il
pubblico, di cui faceva parte anche la sorella. Nessuno,
però, si sarebbe immaginato che l'attore di Vergaio
sarebbe poi riuscito a conquistare il premio Oscar, come
pochi avrebbero pensato che il teatro Verdi sarebbe
diventato uno dei più importanti e conosciuti
d'Italia, grazie ad anni di trasmissioni televisive. Benigni
e Montecatini si sono incontrati successivamente proprio
durante Serata
d'Onore, quando l'attore fu ospite
dello spettacolo condotto da Pippo Baudo.
Ma la notizia nuova, comunque non sorprendente, è che
la Valdinievole e in particolare Collodi verranno nuovamente
«travolti» dalla comicità di Benigni, che,
nel prossimo e già attesissimo film, ha deciso di
interpretare Pinocchio, il burattino più famoso del
mondo, realizzando così un sogno che ha detto di
inseguire da sempre.Mastro Geppetto sarà invece Paolo
Villaggio.
«Sono vent'anni che aspetto che mi cresca il
naso», ha detto annunciando il prossimo inizio delle
riprese del film. E questa volta non per stupire con una
delle sue solite follie ma per realizzare finalmente il suo
sogno più grande: con formazione da Oscar al gran
completo, Roberto Benigni vuole portare sul grande schermo
la favola di Carlo Lorenzini, il «Collodi». Lui
sarà Pinocchio,Nicoletta Braschi la Fata
turchina.
«Forse da quando sono nato - ha raccontato con la sua
solita verve l'attore-regista - ho voglia che mi si allunghi
il naso. Finalmente mentre ero sul letto e pensavo mi sono
sentito prendere per mano ed era Pinocchio». Tre volte
premio Oscar con La vita è bella, la sua pellicola
è già attesissima. Insieme a lui saranno la
moglie Nicoletta e Vincenzo Cerami che adatterà il
testo della favola alla versione cinematografica. «Non
so ancora come lo farò - ha detto Benigni - a che
ora, con che colori, con che cielo, con quali gatti, volpi,
talpe e lucertole, ma poter essere Pinocchio nel prossimo
film mi dà uno sconquassamento di felicità,
una soddisfazione così strepitosa che se riuscissi a
trasmetterne anche solo una piccolissima parte, farei felice
tutto il mondo vivente».
Quello su Pinocchio sarà il suo settimo film diretto
e interpretato. Il primo fu Tu mi turbi (1983), l'ultimo,
appunto, La vita è bella che gli ha dato, insieme
all'ambita statuetta, il grande successo negli Stati Uniti.
E dagli Usa, anche per Pinocchio, potrebbe venire
l'interessamento di una grande casa distributrice; ad
esempio la stessa Miramax de La vita
è bella.
Nell'ambiente
degli studiosi di Pinocchio c'è stata una vera e
propria esultanza alla notizia che Benigni
interpreterà il burattino di legno. «Aspettavamo
da tanti anni questa notizia - ha affermato Pierfrancesco
Bernacchi, segretario generale della «Fondazione
Collodi»-: e quando vinse l'Oscar ci rallegrammo con
lui ricordandogli che quello di Pinocchio sarebbe stato il
suo personaggio ideale. Speriamo che possa soppiantare la
versione di Disney che è molto lontana
dall'originale. Siamo convinti che Benigni sia l'unico in
grado di darci un Pinocchio vero, che restituisca la
toscanità del personaggio».
Molti pensavano che il prossimo Pinocchio potesse essere
firmato da Francis Ford Coppola, che da tempo è
coinvolto in una lite giudiziaria tra le Major per i diritti
del libri, che voleva trasformare in un film kolossal.
Ma Benigni sembrava predestinato a questo film. Glielo
diceva anche Federico Fellini: «Sei come
Pinocchio»e aveva nei suoi progetti di fare questo
film, un Pinocchio con Roberto Benigni da Vergaio, un
folletto, con le gambe secche saltellanti nell'aria.
Aspettando un copione da Hollywood (ma sono arrivati tutti
con ruoli ridicoli), Benigni ha incontrato il burattino di
legno: «Ho pensato a Pinocchio, a uno di quei libri che
si leggevano ai tempi in cui la televisione non c'era, un
paesaggio dell'anima che forse oggi sembra antiquato. Il
Gatto e la Volpe, Mangiafuoco, la Fata dai capelli turchini,
il Paese dei Balocchi».
I Pinocchi che Benigni ha nella sua mente sono quello di
Disney, o quello tutto italiano di Comencini, con Franco e
Ciccio a fare il Gatto e la Volpe, e un ragazzino toscano
dalla faccia da allegro sciagurato, Andrea Balestri, a
interpretare Pinocchio. Erano gli anni '70, e quello era un
cinema ancora artigianale, senza effetti speciali. In questi
mesi ha pensato anche ad un film su Dante, il suo amato
Dante, e la biografia di San Francesco, che anche lui, a suo
modo, era un giullare, il giullare di Dio. Nonostante la
vittoria dell'Oscar, Benigni continua a comportarsi come una
persona qualunque ed è il primo a stupirsi di tanta
attenzione attorno a lui. «Quest'anno sono stato
invitato dal Papa per una proiezione privata de La vita
è bella. Ero emozionato come non mai. E mi sono
sentito come Pinocchio nel ventre della balena. Quando
incontra suo padre, e gli dice: 'Non
sono stato buono con voi, non ho fatto abbastanza attenzione
a voi...'
Appena dopo la proiezione, ho telefonato a mio padre, per
abbracciarlo».
Così, ha finito per scegliere per il suo film una
storia scritta da un toscano del secolo scorso, Carlo
Lorenzini detto Collodi. Una storia di casa sua, lasciando
perdere tutti i copioni che gli hanno mandato da
Hollywood.

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