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Luca Lubrani
Si
è spenta una stella a New York, sulla Madison Avenue.
Il 31 dicembre ha chiuso i battenti "Le Cirque", il mitico
ristorante alle spalle della Cattedrale di St. Patrick, a
due passi dalla 5a strada. Il montecatinese Sirio Maccioni,
il ristoratore più famoso d'America, ha chiuso - con
un galà in smoking da 500 dollari - il locale, in
cui, negli ultimi 30 anni, hanno cenato divi di Hollywood,
Presidenti e magnati della finanza.
Maccioni ha chiuso "Le Cirque" per tornare... alle origini.
Infatti, si parla dell'apertura di un nuovo ristorante
nell'Upper East Side (probabilmente nella rotonda del nuovo
Bloomberg building su Lexington Avenue) e Sirio anticipa
già qualcosa di importante: «Il ristorante non
si chiamerà più Cirque 2000, perché il
numero 2000 ormai riflette in passato. Sono stati i miei
amici Vip a chiedermi di tornare alle origini e, quindi,
riaprirò un locale più intimo ed esclusivo,
come era quello del Mayfair Hotel (dal 1973 al 1996) dov'ero
prima di trasferirmi al 455 di Madison Avenue".
Ma le novità non sono finite: la stampa specializzata
dà un'altra ghiotta anticipazione. Maccioni potrebbe
aprire un ristorante in Europa. Il luogo prescelto non
potrebbe che essere Parigi, ovvero nella capitale dove
Sirio, da giovanissimo in cerca di fortuna, mosse i suoi
primi passi nel mondo della ristorazione. Due degli
emigranti italiani del tempo, a Parigi, si chiamavano Sirio
Maccioni e un certo... Yves Montand da Monsummano.
«Avrebbe potuto essere un grande politico, ma a dire il
vero insieme parliamo soprattutto di calcio». E' quello
che racconta, parlando di Maccioni, Henry Kissinger, una
delle decine di Vip che nel libro-biografia uscito da
qualche settimana negli Usa raccontano l'affascinante
avventura del ristoratore più celebre d'America, il
toscano che ha messo a tavola presidenti, re, attori,
modelle ed esponenti vari di quella «bella gente»
di cui Maccioni ha sempre amato e saputo circondarsi.
Il libro Sirio: la storia della mia vita e di Le
Cirque è una raccolta autobiografica che Maccioni
ha realizzato con Peter Elliot. Prima dell'uscita in
libreria, avvenuta a maggio, il magazine Vanity Fair ne ha
pubblicato ampi estratti, insieme ad una carrellata di foto
che raccontano la carriera e le amicizie importanti del
ristoratore di Montecatini diventato amico e confidente di
personaggi come Kissinger, Richard Nixon e i Reagan.
Sbarcato in America negli anni '50, Maccioni si fece un nome
come maitre al ristorante 'Colony' di New York, prima di
aprire nel marzo 1974 il suo celebre 'Le Cirque' al Mayfair
Hotel. Nel 1997 è la volta dell'attuale 'Le Cirque
2000', che prese il posto del locale precendente, stavolta
incastonato nel Palace Hotel.
Con la moglie Egidiana e i figli Mario, Marco e Mauro, Sirio
Maccioni ha dato vita ad un gruppo di ristoranti:
dall'Osteria del Circo a Manhattan ai nuovi locali a Las
Vegas e Città del Messico.
Ma la mitica leggenda di Sirio ed Egidiana Maccioni è
radicata soprattutto negli anni Ottanta, quando il
presidente Ronald Reagan e la moglie Nancy fecero di 'Le
Cirque' il loro ristorante preferito, decretandone il
decollo. «E' da quell'anno - scrive Vanity Fair - che
'Le Cirque' è il più famoso ristorante nel
mondo».Alla prima cena 'presidenziale', nel marzo 1981,
nel piccolo locale c'era una folla di Vip e Andy Warhol, a
sua volta presente, raccontò l'evento nei suoi
diari.
L'ex presidente Nixon, che abitava a poca distanza, fece di
'Le Cirque' la base dove ricostruire la sua immagine
pubblica dopo il disastro del Watergate e altri presidenti
ed ex inquilini della Casa Bianca, come Jimmy Carter e Bill
Clinton, sono diventati clienti di Maccioni. Le donne
più belle e potenti di Manhattan, inoltre, diedero il
via ad una tradizione di pranzi glamour ai tavoli del
ristorante.
Tra gli eventi politici celebrati di fronte ai piatti di 'Le
Cirque', è rimasta famosa la prima apparizione
pubblica insieme di Nixon e Kissinger dopo che l'ex
presidente era uscito dalla scena politica. «Fui io a
dire a Nixon di invitarlo a pranzo», racconta Maccioni
nel libro. «E' stata una grande sensazione vedere
questi due uomini di nuovo insieme, in un posto che io ho
creato».
«Quel pasto - ricorda Kissinger - fu preparato con
grande cura, in modo che fossimo visti nel ristorante e che
uscissimo insieme. Sirio lo gestì alla
perfezione».
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