title1.gif (7907 byte)title2b.gif (11619 byte)Tutto Montecatini

 

LUGLIO 2002

      Cultura
        Alle Terme Tamerici è in corso una mostra dedicata all'artista che tante opere ha lasciato alla città

     Omaggio all'arte di Galileo Chini

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Faustina Tori

Galileo Chini (1873-1956) è ritornato nel suo habitat naturale con la grande mostra, promossa dall'Amministrazione Comunale, "Ad Vivendum", affreschi e decorazioni dal 1904 al 1942, aperta fino al 30 giugno alle Terme Tamerici. Definito dalla critica un personaggio atipico, Chini lavorò a lungo al Tamerici, dove ora le sue ceramiche si accompagnano a ben 35 inediti in un percorso espositivo, curato da Fabio Benzi, Carlo Sisi e Paola Polidori Chini, nipote del grande artista. Montecatini ha voluto in questo modo recuperare una parte importante del suo passato e, al tempo stesso, dare un segnale di come la città potrebbe anche proporsi come città d'arte.
Galileo Chini era un artista polivalente, con un concetto ante litteram rispetto alla sua epoca, trasgressore delle regole accademiche e sempre alla ricerca di nuovi stimoli, come attesta il suo soggiorno in Siam.
Arte, per lui, era la pittura, ma anche la ceramica, la decorazione murale tanto da creare una moda, da incidere sul gusto quotidiano dell'alta borghesia e da uscire dal circolo ristretto degli intellettuali per diffondere i suoi lavori in ambienti pubblici dalle banche fino ai teatri e agli alberghi. Una prova memorabile, proprio a Montecatini, sono gli stupendi affreschi del Palazzo Comunale. La mostra " Ad vivendum" racchiude nel titolo la pluralità di espressioni a cui Galileo Chini dette vita, non fu una pedissequa imitazione della moda anglosassone" Arts and Crafts" , ma una vera e propria esigenza interiore, un bisogno di dar vita a sempre nuove forme che si imponessero come Art Nouveau internazionale. Curiosando all'interno della mostra possiamo trovare un po' di tutto dal bozzetto per decorazione navale del 1928 "Athena" fino allo studio per la giacca del re Siam Rama IV, a " I lavoratori della canapa" studio per la Casa del Contadino a Bologna del 1942.
Lavori tra loro più disparati, ma che attestano la grande versatilità di questo artista che scelse Montecatini per lasciare un segno indelebile della sua arte.
Galileo Chini, oltre che per i suoi quadri, è ricordato come affreschista e decoratore. Attività iniziata nel 1910, quando venne incaricato da Rama IV, re del Siam, di decorare il fastoso salone del trono di Bangkok, progettato dall'architetto torinese Rigotti. All'epoca Chini aveva 35 anni ed era all'apice di una brillante carriera. La prima grande ed impegnativa commissione di decorazione ad affresco per Chini fu quella della Cassa di Risparmio di Pistoia (1904, inaugurata nel 1905). Tra il 1903 e il 1905 cominciò a lavorare anche a Montecatini: per la facciata del padiglione accanto al teatro Verdi con quattro pilastri modellati in gres ceramico da Domenico Trentacoste, che realizzò anche un ritratto dello stesso Chini. Nel 1904 si inaugurò il salone delle feste del grand hotel La Pace. Al 1910 risalgono le decorazioni per le terme Tamerici. Subito successivi alla guerra sono gli affreschi e le vetrate del palazzo comunale di Montecatini (1918).
Al 1914 risale la grande opera
La Primavera che perennemente si rinnova, oggi sistemata all'Accademia d'Arte, ma in mostra alle Tamerici. Altre opere sono vetrate e decorazioni nella facciata della scuola elementare "Pascoli" (1927) e nei villini Agatina e Il Rinfresco.

 

 

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