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Faustina Tori
Collodi festeggia sabato 26
maggio, come tradizione, il compleanno di Pinocchio.
Sarà un pomeriggio di vera festa. A partire dalle
alle 16, si svolgerà all'interno del parco il cui
accesso è per l'occasione aperto a tutti. Nel corso
della giornata ci sarà la premiazione del Concorso
internazionale Pinocchio e i suoi Amici Europei organizzato
dalla Fondazione Collodi. Le ricche Biblioteche di Pinocchio
andranno in premio ai Comuni e alle scuole vincitori del
concorso sul tema «Se Pinocchio
fuma, si brucia solo il naso?».
Il 2000 è stato un anno magico per Pinocchio. Cinema
,letteratura, arte, teatro, tutti se lo contendono, lo
rivisitano, lo attualizzano. La prima edizione del Festival
Internazionale di Teatro, promosso dalla Fondazione Collodi,
realizzato con il Comune di Pescia, con il contributo della
Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, ha
vissuto il suo momento clou proprio nel luogo tanto
congeniale al vivace burattino di legno. A fine aprile si
sono tenuti quattro spettacoli. E' toccato a "Pinuccio" di
Giovanni Fochi, adattatore e regista insieme a Gionni
Voltan, il compito di aprire le manifestazioni nel Parco di
Collodi. Lo spettacolo, realizzato dall'Associazione
Culturale Aracne e dall'Associazione Culturale
Promos-Itinerari Europei, ha debuttato nel paese del
burattino di legno per poi proseguire in altre città
italiane. L'atmosfera, studiata da Giovanni Fochi, è
quella di un'Italia da ricostruire con molti riferimenti ai
problemi di oggi come la discarica di rifiuti in cui
sarà gettato il burattino Pinuccio dal terribile
Mangiafoco. Il sottofondo della storia è la vicenda
collodiana, ma qui si carica di connotati diversi, con
un'attenzione particolare ai problemi che affliggono il
meridione e con contaminazioni linguistiche di stampo
pasoliniano. Giovanni Fochi ci presenta un "Pinuccio" che
vaga in cerca di se stesso, guidato dal padre Peppino, che
deve affrontare delle prove quasi quotidiane per arrivare ad
una scelta tra bene e male. I pericoli gli sorgono da ogni
parte perché qualsiasi oggetto può acquistare
vita e metterlo in pericolo. Si tratta di un eroe piccolo,
piccolo come tanti personaggi comuni che trovavano un loro
spazio nelle numerose opere di Pier Paolo Pasolini, che
parla con un linguaggio tanto più suggestivo quanto
più ibrido e nutrito dal dialetto romanesco e
napoletano. Numerosi gli interpreti: Gionni Voltan, Giovanni
Fochi, Massimiliano Vintaloro, Lidia Nerini, oltre alle
allieve della scuola "Spazio Danza" di Pistoia diretta da
Silvia Caramelli. Scene e costumi di Giovanni Fochi e Gionni
Voltan, maschere di Leana Biagini e luci di Roberto
Cafaggini.
Il
secondo appuntamento si è svolto al teatro Pacini con
"Le avventure di Pinocchio" di Raffaello Lavagna e la
compagnia di Music-Hall di Tbilisi (Georgia), un adattamento
che ha fatto il giro del mondo e che riscuote da oltre venti
anni uno straordinario successo. L'originalità di
questa pièce è data dal fatto che ad
interpretare Pinocchio sia una compagnia formata da alcuni
professionisti del Teatro dell'Opera georgiano -Teimuraz
Kamkhadze e Ghiorghi Bukhnicashvili- e 18 giovani della
Compagnia Teatro-Scuola di Tblilisi, capitale della Georgia
nel Caucaso. Questa compagnia, nata all'interno di una
scuola italiana, ogni anno sceglie, aiutata da
partecipazione esterne, uno spettacolo di grande livello
artistico. Così Pinocchio è stato studiato e
trasformato in un music-hall con musiche del maestro
Alberico Vitalini e per la regia di Ghiorgi Gabilaia.
Raffaello Lavagna ha privilegiato il tema della redenzione e
l'aspetto del burattino, personaggio della Commedia
dell'Arte. Il teatro di Mangiafoco fa da sfondo ad una vera
e propria girandola circense di recitazione, ballo e canto.
La novità dello spettacolo è che non solo
Pinocchio viene chiamato sulla scena, ma anche gli
spettatori, come nel moderno "teatro nel teatro", sono
chiamati in causa, generando reazioni a catena.
Infine, al Teatro Fabbricone a Prato è andata in
scena la prima nazionale di un nuovo adattamento del
capolavoro di Collodi. Il "Babbino Caro alias Pinocchiulius
Sextet" sviluppa l'idea della malattia, che prende l'imput
da una cicatrice sul naso e di qui si costruisce un viaggio
alla ricerca di se stessi. Lo spettacolo è diviso in
nove quadri e inizia da un Pinocchio già vecchio che
ci pone in uno stato di attesa per una scelta tra essere
umano o restare burattino di legno. In un'atmosfera di
denuncia dell'oppressione e della discriminazione, Pinocchio
cerca di liberarsi dalla sua dimensione di legno (molte le
analogie con il legno della croce di memoria biblica) per
poi ritrovarsi quasi inebetito in una continua ricerca di
sopravvivenza. A questo punto, un cambio rapido di scena lo
fa piombare tra un re e una regina come in uno sciocco rebus
che deve essere risolto, ma che poi non vedrà nessun
esito a causa dell'inettitudine del personaggio. La figura
di Pinocchio si muove in spazi ambigui, fatti di assenze e
vuoti, senza una reale consistenza creando una drammaturgia
basata essenzialmente sull'ascolto.

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