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MAGGIO 2001

      Cultura
       Dopo il successo della prima edizione del festival internazionale dedicato al Burattino
     Pinocchio, festa di compleanno

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Faustina Tori

Collodi festeggia sabato 26 maggio, come tradizione, il compleanno di Pinocchio. Sarà un pomeriggio di vera festa. A partire dalle alle 16, si svolgerà all'interno del parco il cui accesso è per l'occasione aperto a tutti. Nel corso della giornata ci sarà la premiazione del Concorso internazionale Pinocchio e i suoi Amici Europei organizzato dalla Fondazione Collodi. Le ricche Biblioteche di Pinocchio andranno in premio ai Comuni e alle scuole vincitori del concorso sul tema «Se Pinocchio fuma, si brucia solo il naso?».
Il 2000 è stato un anno magico per Pinocchio. Cinema ,letteratura, arte, teatro, tutti se lo contendono, lo rivisitano, lo attualizzano. La prima edizione del Festival Internazionale di Teatro, promosso dalla Fondazione Collodi, realizzato con il Comune di Pescia, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, ha vissuto il suo momento clou proprio nel luogo tanto congeniale al vivace burattino di legno. A fine aprile si sono tenuti quattro spettacoli. E' toccato a "Pinuccio" di Giovanni Fochi, adattatore e regista insieme a Gionni Voltan, il compito di aprire le manifestazioni nel Parco di Collodi. Lo spettacolo, realizzato dall'Associazione Culturale Aracne e dall'Associazione Culturale Promos-Itinerari Europei, ha debuttato nel paese del burattino di legno per poi proseguire in altre città italiane. L'atmosfera, studiata da Giovanni Fochi, è quella di un'Italia da ricostruire con molti riferimenti ai problemi di oggi come la discarica di rifiuti in cui sarà gettato il burattino Pinuccio dal terribile Mangiafoco. Il sottofondo della storia è la vicenda collodiana, ma qui si carica di connotati diversi, con un'attenzione particolare ai problemi che affliggono il meridione e con contaminazioni linguistiche di stampo pasoliniano. Giovanni Fochi ci presenta un "Pinuccio" che vaga in cerca di se stesso, guidato dal padre Peppino, che deve affrontare delle prove quasi quotidiane per arrivare ad una scelta tra bene e male. I pericoli gli sorgono da ogni parte perché qualsiasi oggetto può acquistare vita e metterlo in pericolo. Si tratta di un eroe piccolo, piccolo come tanti personaggi comuni che trovavano un loro spazio nelle numerose opere di Pier Paolo Pasolini, che parla con un linguaggio tanto più suggestivo quanto più ibrido e nutrito dal dialetto romanesco e napoletano. Numerosi gli interpreti: Gionni Voltan, Giovanni Fochi, Massimiliano Vintaloro, Lidia Nerini, oltre alle allieve della scuola "Spazio Danza" di Pistoia diretta da Silvia Caramelli. Scene e costumi di Giovanni Fochi e Gionni Voltan, maschere di Leana Biagini e luci di Roberto Cafaggini.
Il secondo appuntamento si è svolto al teatro Pacini con "Le avventure di Pinocchio" di Raffaello Lavagna e la compagnia di Music-Hall di Tbilisi (Georgia), un adattamento che ha fatto il giro del mondo e che riscuote da oltre venti anni uno straordinario successo. L'originalità di questa pièce è data dal fatto che ad interpretare Pinocchio sia una compagnia formata da alcuni professionisti del Teatro dell'Opera georgiano -Teimuraz Kamkhadze e Ghiorghi Bukhnicashvili- e 18 giovani della Compagnia Teatro-Scuola di Tblilisi, capitale della Georgia nel Caucaso. Questa compagnia, nata all'interno di una scuola italiana, ogni anno sceglie, aiutata da partecipazione esterne, uno spettacolo di grande livello artistico. Così Pinocchio è stato studiato e trasformato in un music-hall con musiche del maestro Alberico Vitalini e per la regia di Ghiorgi Gabilaia. Raffaello Lavagna ha privilegiato il tema della redenzione e l'aspetto del burattino, personaggio della Commedia dell'Arte. Il teatro di Mangiafoco fa da sfondo ad una vera e propria girandola circense di recitazione, ballo e canto. La novità dello spettacolo è che non solo Pinocchio viene chiamato sulla scena, ma anche gli spettatori, come nel moderno "teatro nel teatro", sono chiamati in causa, generando reazioni a catena.
Infine, al Teatro Fabbricone a Prato è andata in scena la prima nazionale di un nuovo adattamento del capolavoro di Collodi. Il "Babbino Caro alias Pinocchiulius Sextet" sviluppa l'idea della malattia, che prende l'imput da una cicatrice sul naso e di qui si costruisce un viaggio alla ricerca di se stessi. Lo spettacolo è diviso in nove quadri e inizia da un Pinocchio già vecchio che ci pone in uno stato di attesa per una scelta tra essere umano o restare burattino di legno. In un'atmosfera di denuncia dell'oppressione e della discriminazione, Pinocchio cerca di liberarsi dalla sua dimensione di legno (molte le analogie con il legno della croce di memoria biblica) per poi ritrovarsi quasi inebetito in una continua ricerca di sopravvivenza. A questo punto, un cambio rapido di scena lo fa piombare tra un re e una regina come in uno sciocco rebus che deve essere risolto, ma che poi non vedrà nessun esito a causa dell'inettitudine del personaggio. La figura di Pinocchio si muove in spazi ambigui, fatti di assenze e vuoti, senza una reale consistenza creando una drammaturgia basata essenzialmente sull'ascolto.

 

 

 

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