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Luca de Simone
Due sale Bingo in una
città di appena ventimila abitanti. Si tratta di un
nuovo record per Montecatini e una conferma, se ce ne fosse
bisogno, che si tratta di una località
particolarmente predisposta ad accogliere tutto quello che
è legato alle scommesse. Ora manca solo il
casinò.
Dunque, addio tombola dei nostri sogni. La Befana ha portato
a Montecatini la prima sala Bingo della Toscana, il primo
lunedì di febbraio ha concesso il bis con l'apertura
della seconda sala, nell'ex-negozio Incom nella zona sud
della città.
La prima sala (in ordine di apertura) ha il nome di
Palabingo ed ha la sua sede al piano terra del Palazzo dei
congressi. Ci sono trecento posti a sedere, 600 metri
quadrati, 80 monitor e venti dipendenti. Ogni cartella costa
1,55 euro, cioè tremila lire. Poi da marzo si
arrotonderà a un euro e mezzo. L'acquisto delle
cartelle è libero. Il montepremi prevede che l'8 per
cento vada alla cinquina e il 50 al Bingo. Nel corso di una
giornata poi potranno anche essere effettuate delle giocate
di Superbingo con cartella a costo raddoppiatto, ma anche
vincita ovviamente doppia. I dipendenti sono una ventina,
tredici le hostess. Si giocherà ogni giorno dalle 16
alle 1.
La seconda sala aperta è quella della società
«Regina» di Anna Maria Nencini. E' situata nell'ex
punto vendita della Incom in via del Gallo e porta il nome
di «Bingo Regina». I posti a sedere sono 552
disposti su 1.450 metri quadrati di superficie, un
parcheggio che può accogliere oltre duecento auto e
l'idea di un orario lungo, fino alle 3 di notte. Nutrito
anche il personale, oltre cinquanta persone fra dirigenti di
sala, hostess, camerieri e addetti alla cucina. Per la
maggior parte si tratta di giovani e ragazze.
LE REGOLE - Le regole del Bingo sono quelle delle tombole:
cartelle con 15 numeri disposti su tre linee e nove colonne
con numeri dall'1 al 90. Le vincite saranno due: cinquina e
Bingo (l'equivalente della tombola). Il montepremi
sarà determinato dal numero delle cartelle vendute.
Alla cinquina andrà l'8 per cento dell'importo
complessivo delle cartelle vendute per ogni estrazione, al
Bingo il 50 per cento. Il prelievo fiscale sarà dell
23,8 per cento, mentre l'aggio al concessionario sarà
dell'18,2 per cento. Il costo di ogni cartella sarà
di tremila lire e i numeri si segneranno con penne a
sfera.
CONTRATTO LAVORO - Intanto, è stato raggiunto
l'accordo sul primo contratto nazionale di lavoro per i
dipendenti delle sale Bingo, in modo da regolamentare le
loro prestazioni lavorative. Al nuovo comparto, che al
momento registra 420 sale autorizzate ma una sola già
in esercizio (a Treviso), saranno applicate le norme del
contratto nazionale del turismo, ma con alcune
specificità.
L'intesa è stata raggiunta tra i sindacati di
categoria e la Fipe (federazione dei pubblici esercizi) e
l'Ascob (associazione dei gestori di sale Bingo), aderenti a
Confcommercio. Tra le figure professionali tipiche ci sono
il cassiere e il cosiddetto
«venditore-annunciatore», che sarà quello
che venderà le cartelle, le ritirerà,
leggerà i numeri sorteggiati e pagherà i
premi. La busta paga del cassiere dovrebbe arrivare a
2.246.610 lire (paga base più contingenza), quella
del venditore-annunciatore a 1.986.941 lire. Tra il
personale in servizio, molti saranno i lavoratori interinali
(tre quarti del totale). Per loro una deroga dalle norme del
contratto, aumentando dal 17% al 75% la quota
massima.

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