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AGOSTO 2002

      Cultura
        Monsummano spera di riallacciare un legame con la famiglia dell'attore
     Un teatro per ricordare Yves Montand

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Faustina Tori

Monsummano vuole riallacciare un legame nel ricordo di Yves Montand, l'indimenticato attore italo-francese di origine monsummanese, che non perdonò mai alla sua città di aver costretto la sua famiglia all'esilio in Francia per motivi politici. In vita Yves non accettò mai di ricevere la cittadinanza onoraria che più volte Monsummano gli offrì.
Oggi la speranza sarebbe quella di dedicare a Montand il teatro Giusti, che è in fase di ristrutturazione. Dell'attore e del legame con la sua terra si è parlato in un incontro alla presenza di due testimoni significativi: Ivo Motroni, suo coetaneo, e Vera Ginanni, cugina da parte di madre. Motroni ha ricordato con precisione il clima di quegli anni bui in cui il fascismo perseguitava il padre di Yves, Giovanni, socialista convinto. Dopo l'incendio della piccola fabbrica di scope, i Livi decisero di prendere la via dell'esilio. Allora le famiglie Motroni e i Livi abitavano nella stessa strada, a due numeri di distanza, due donne attendevano un figlio, che, alla nascita chiamarono con lo stesso nome.
Ivo Livi lasciò la sua terra a soli due anni e non vi fece più ritorno, fatta eccezione per una breve visita alla cugina Vera, in occasione del film
Altri tempi che stava girando a Firenze. Vera Livi sfata un luogo comune, cioé quello che l'artista ormai celebre avesse rotto i ponti con la famiglia, anzi ricorda i periodi passati in casa del cugino e mette in risalto il rapporto tutt'oggi vivo con la sorella.
Il ritratto a tutto tondo di quello che fu non solo un grande artista, ma anche un grande uomo. Vera ce lo ha descritto nella sua vita affettiva, nel suo forte legame con Simone Signoret, compagna di quasi tutta la sua vita, nei suoi rapporti familiari con il fratello Julien e la sorella. Ricorda inoltre di aver incontrato a Parigi i suoi amici, fra cui il celebre Jacques Prévert.
Nega decisamente che Yves Montand odiasse Monsummano anche se non conosciamo le motivazioni per cui rifiutò la cittadinanza onoraria. Un interrogativo questo che resta aperto e su cui Vera si è impegnata a chiedere spiegazioni alla sorella dell'artista.
Monsummano e i suoi abitanti, come hanno testimoniato le tante persone presenti, sarebbero orgogliosi di valorizzare la memoria di un figlio divenuto tanto celebre da essere stato un possibile candidato alla Presidenza della Francia.

 

 

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