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GENNAIO 2002

      Arte & cultura
       Monsummano Terme mette in mostra passato e presente della storia del suo ambiente
     Varato il «museo del territorio»

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Faustina Tori

Dopo il riconoscimento da parte dell'European Museum Forum avvenuto il 19 maggio come " esempio dei piccoli musei locali, è arrivato il catalogo del " Museo della città e del territorio" una specie di porta aperta sulla Valdinievole, ricca di suggestioni e memorie storiche. E' stato presentato ufficialmente alla stampa, nella sala del Caminetto a Palazzo Bastogi a Firenze alla presenza dell'Assessore Regionale alla Cultura Mariella Zoppi, al sindaco di Monsummano Giuliano Calvetti, alla direttrice Emanuela Vigilanti e alla coordinatrice del Comitato tecnico scientifico Prof. Giuseppina Carla Romby, della facoltà di Architettura di Firenze. Mariella Zoppi ha messo in evidenza il fatto che Monsummano ha vinto la competizione con Capodimonte proprio per il metodo di rapporto tra una struttura museale e il suo territorio." Qui qualsiasi visitatore dal bambino all'adulto" ha aggiunto " può trovare un filo conduttore. Si tratta infatti di 10 sezioni che ripercorrono la storia del territorio con un percorso molto rigoroso e scientifico".
Le linee europee infatti privilegiano quei filoni che possono unificare le tradizioni di ogni nazione e Monsummano è riuscito a rispondere a questi requisiti. Il catalogo (scritto in due lingue italiano e inglese) è il frutto di un comitato di esperti che hanno curato ciascuno una sezione (dall'archeologia fino alle tradizioni sacre).La prof. Romby ha spiegato la difficoltà di dover conciliare una struttura già museale di per sé come l'Osteria dei Pellegrini, che Ferdinando I volle accanto al Santuario della Madonna di Fontenuova e l'idea del "museo vivente" ossia non solo come luogo da visitare ma anche da poter utilizzare come punto di partenza per nuove ricerche, seminari di studio e laboratori didattici." Il museo" ha specificato " contiene tesori veramente rari quali la corona della Madonna di Fontenuova, unica opera superstite delle fabbriche granducali arrivata fino a noi e i grandi originali delle carte topografiche di bonifica". Il museo si è disegnato in un'entità autonoma e non progettata in quanto è anche il frutto dell'apporto dei cittadini che hanno donato oggetti del vecchio artigianato locale quali lesine, zucche, fiocine, ceste che attestano l'importanza dell'interconnessione tra passato e presente. Il "Museo della città e del territorio" risulta atipico in quanto la soluzione espositiva risponde al criterio della massima chiarezza di comunicazione e del massimo coinvolgimento del pubblico. Inoltre è stata preannunciata la costruzione di un archivio digitale che sarà unico in Italia per un lasso di tempo così ampio.

 

 

 

 

 

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