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Faustina Tori
Nel
"Laboratorio delle parole e delle figure" al parco di
Pinocchio, una nuova mostra ha sostituito quella di grande
successo di Sergio Staino: "I miei Pinocchi" di Massimo
Potestà che vi resteranno esposti fino al 14 ottobre.
Massimo Potestà ha una visione personalissima della
favola collodiana, ci chiede di guardare attentamente dentro
di noi e di riflettere perché la semplicità di
Pinocchio è solo apparente e la sua stoltezza
può essere saggezza che ci porta a comprendere a
fondo la vita e il mistero dell'esistere. «Incarnazione
(di legno) dei difetti e delle qualità umane /
rapporto aureo tra l'uomo e il bambino»: questi due
brevi versi, tratti dalla poesia premessa al catalogo,
commentano da soli la produzione di questo artista. Di qui
nascono le sue visioni quasi surreali di molti episodi che
ci vengono raccontati dai suoi lavori ora tradotti in amassi
di colore, in squarci di paesaggi o in interpretazioni
simboliche del burattino di legno, quali "Tramonto con
Pinocchio" o "Paesaggio nel paesaggio- ovvero Pinocchio e la
luna".
E' come se in Massimo Potestà il suo «io»
si frantumasse in mille visioni senza tempo e si
trasformasse, di volta in volta, in molte immagini
coloratissime, realizzate con tecniche miste che spaziano
dall'olio su tela, all'oro, alla semplice carta, al legno.
Così nascono tanti Pinocchi dalle forme stilizzate o
più tradizionali oppure semplici disegni infantili
che uniscono scrittura su carta e immagini. Massimo
Potestà è un architetto e designer, infatti
dal 1979 si dedica alla produzione industriale, ideando
oggetti quali mobili, lumi, borse e collaborando alla
direzione artistica di diverse ditte. Ha partecipato a
convegni internazionali quali "Francoforte Gift", "Mobile" a
Parigi, "Mobile" a Colonia. Nel 1983 fonda a Firenze il
Punto Bacola, struttura aperta a tutto ciò che
succede nel campo del
design-architettura-arte-grafica-comunicazione, nel 1997
prende parte al Comitato Arte e Cultura di Firenze. Dal 2001
entra a far parte della "Antica Compagnia del Paiolo".
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