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GIUGNO 2001

      Arte & cultura
        Una mostra dell'artista fiorentino nelle sale di Villa Forini Lippi
    Cinquant'anni di arte di Manfredi

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Faustina Tori

Un grande esponente di quasi un secolo di pittura ha celebrato il cinquantesimo anno di attività artistica proprio a Montecatini: Manfredi Lombardi. Nato nel 1927 a Firenze da una famiglia borghese, egli intraprende il suo difficile rapporto con l'arte nel 1947 con tutta una serie di ritratti che sembrano fermare attimi preziosi del tempo che passa. Un lungo tirocinio contraddistingue i suoi inizi, fra cui spicca una soffitta in Via Verdi, la frequentazione di amici carichi di idee nuove rivoluzionarie; subirà anche il carcere e un processo per scritte anti-regime. La sua prima personale arriva solo nel 1959, presentata da Xavier Bueno con cui stringerà un'amicizia duratura fino alla morte. Finite le battaglie per il realismo, gli anni '60 sono fra i più intensi perché in lui matura la convinzione che la "solitudine" sia più feconda dell"appartenere" a questa o a quella ideologia. Nel 1963 un incontro lascerà un segno profondo nella sua arte: quello con Rosa Balistreri, la famosa cantante folk siciliana, i suoi ritratti si caricheranno, tramite l'espressione dei suoi occhi neri, di un'umanità dolente. L'osservatore attento sarà in grado di notare come il soggetto muti a secondo di quanto sia amato e sentito dall'artista e Manfredi ama veramente tutto ciò che ritrae, sembra quasi voglia carpire l'anima ai suoi soggetti siano essi paesaggi, marine o le tanto adorate motociclette che chiama per scherzo le sue "regine".
Nel 1964 dirigerà la prestigiosa Galleria "Il Vaglio" e chiama ad esporre Guttuso, Sughi e il gruppo milanese formato da Cappelli, Martinelli, Banchieri. L'esperienza della Galleria dura poco, ma Manfredi dipinge e prepara mostre a Pistoia, Cesena e in numerose altre città italiane. E' nel 1974 che la vita e l'arte di Manfredi subiscono un'altra svolta, inizia l'avventura della costruzione di una casa di legno dietro Monte Morello. Pochi soldi , tanto lavoro e soprattutto una grande attenzione per quei dintorni popolati da personaggi singolari, artisti, stranieri, giovani, anime emarginate. La creatività di Manfredi, nella sua straordinaria sensibilità, viene catturata dai mille particolari che caratterizzano quei luoghi da fasci di giaggioli che porta nel suo studio ai tramonti sfumati che può osservare dalla sua abitazione al passaggio di nubi rosse e dorate sempre carichi di una grande forza espressiva, affidata proprio al colore. A volte gli basta solo chiudere gli occhi per far passare la sua anima sulla tela. "Bisogna spogliarci di tutto per rintracciare la nostra emotività più vera" ha detto alla presentazione della rassegna montecatinese con il suo dolce sorriso. "Cinquant'anni di pittura" è la scritta che campeggia sul manifesto della sua ultima mostra che lo ha strappato ad un voluto isolamento. Manfredi, ormai si avvia alla serenità della vecchiaia, ma la forza del suo carattere resta intatta come rivela il grande affresco della rivoluzione bolscevica, intitolato "Tramonto rosso", dove in primo piano campeggia un suo autoritratto che guarda verso l'osservatore con lo sguardo triste e al tempo stesso fiero di aver combattuto tutte le battaglie senza arrendersi mai.
L'antologica di Manfredi resterà a Villa Forini Lippi fino al 15 giugno e sarà visitabile tutti i giorni eccetto la domenica.

 

 

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