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Faustina Tori
Un
grande esponente di quasi un secolo di pittura ha celebrato
il cinquantesimo anno di attività artistica proprio a
Montecatini: Manfredi Lombardi. Nato nel 1927 a Firenze da
una famiglia borghese, egli intraprende il suo difficile
rapporto con l'arte nel 1947 con tutta una serie di ritratti
che sembrano fermare attimi preziosi del tempo che passa. Un
lungo tirocinio contraddistingue i suoi inizi, fra cui
spicca una soffitta in Via Verdi, la frequentazione di amici
carichi di idee nuove rivoluzionarie; subirà anche il
carcere e un processo per scritte anti-regime. La sua prima
personale arriva solo nel 1959, presentata da Xavier Bueno
con cui stringerà un'amicizia duratura fino alla
morte. Finite le battaglie per il realismo, gli anni '60
sono fra i più intensi perché in lui matura la
convinzione che la "solitudine" sia più feconda
dell"appartenere" a questa o a quella ideologia. Nel 1963 un
incontro lascerà un segno profondo nella sua arte:
quello con Rosa Balistreri, la famosa cantante folk
siciliana, i suoi ritratti si caricheranno, tramite
l'espressione dei suoi occhi neri, di un'umanità
dolente. L'osservatore attento sarà in grado di
notare come il soggetto muti a secondo di quanto sia amato e
sentito dall'artista e Manfredi ama veramente tutto
ciò che ritrae, sembra quasi voglia carpire l'anima
ai suoi soggetti siano essi paesaggi, marine o le tanto
adorate motociclette che chiama per scherzo le sue
"regine".
Nel 1964 dirigerà la prestigiosa Galleria "Il Vaglio"
e chiama ad esporre Guttuso, Sughi e il gruppo milanese
formato da Cappelli, Martinelli, Banchieri. L'esperienza
della Galleria dura poco, ma Manfredi dipinge e prepara
mostre a Pistoia, Cesena e in numerose altre città
italiane. E' nel 1974 che la vita e l'arte di Manfredi
subiscono un'altra svolta, inizia l'avventura della
costruzione di una casa di legno dietro Monte Morello. Pochi
soldi , tanto lavoro e soprattutto una grande attenzione per
quei dintorni popolati da personaggi singolari, artisti,
stranieri, giovani, anime emarginate. La creatività
di Manfredi, nella sua straordinaria sensibilità,
viene catturata dai mille particolari che caratterizzano
quei luoghi da fasci di giaggioli che porta nel suo studio
ai tramonti sfumati che può osservare dalla sua
abitazione al passaggio di nubi rosse e dorate sempre
carichi di una grande forza espressiva, affidata proprio al
colore. A volte gli basta solo chiudere gli occhi per far
passare la sua anima sulla tela. "Bisogna spogliarci di
tutto per rintracciare la nostra emotività più
vera" ha detto alla presentazione della rassegna
montecatinese con il suo dolce sorriso. "Cinquant'anni di
pittura" è la scritta che campeggia sul manifesto
della sua ultima mostra che lo ha strappato ad un voluto
isolamento. Manfredi, ormai si avvia alla serenità
della vecchiaia, ma la forza del suo carattere resta intatta
come rivela il grande affresco della rivoluzione bolscevica,
intitolato "Tramonto rosso", dove in primo piano campeggia
un suo autoritratto che guarda verso l'osservatore con lo
sguardo triste e al tempo stesso fiero di aver combattuto
tutte le battaglie senza arrendersi mai.
L'antologica di Manfredi resterà a Villa Forini Lippi
fino al 15 giugno e sarà visitabile tutti i giorni
eccetto la domenica.

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