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Villi e Michela Modica
G ionatan De Pas è stato uno dei più fertili design italiani. Con gli inseparabili compagni dello studio DDL di Milano, Donato D'Urbino e Paolo Lomazzi, in trent'anni circa di lavoro ha creato veri e propri pezzi da collezione. Arredi che hanno fatto epoca e che ancora oggi sono un punto di riferimento perché contribuiscono ad affermare quell'inconfondibile gusto italiano nel mondo. Uno per tutti l'imbottito Joe, il più divertente guantone da baseball mai prodotto. Un guantone gigante al punto tale da proporsi come poltrona a due posti, una grande e trasgressiva poltrona dove stare rannicchiati, un pezzo unico fortemente personalizzato del 1970, più che rivoluzionario, pacifista, "…il più grande scandalo del design italiano", così come lo ha definito G. K. Koenig. L'appendiabiti Sciangai, Compasso d'Oro nel 1969, otto stecche di legno nero o al naturale di grande eleganza e simpatia, tenute assieme da un invisibile snodo d'acciaio che più lo carichi più regge e prima ancora, nel 1967, la poltrona gonfiabile Blow, immancabile icona lasciata a galleggiare a pelo d'acqua nelle piscine di mezzo mondo. L'incontro con Gionatan avvenne nella primavera del 1986 in coincidenza con un suo impegno professionale a Montecatini per la ristrutturazione e l'arredamento di una pellicceria in centro. Fu subito amicizia vera. Gli piacevano le chiacchierate e i silenzi, il vino e la compagnia, la campagna toscana e i colori sulla tavolozza. A Firenze lo impegnava il corso che teneva all'ISIA (Istituto Superiore di Industrial Design). Terminati gli incontri con gli studenti si precipitava in quest'angolo di Toscana che amava tanto e saliva a Montaccolle il venerdì o il sabato pomeriggio con cadenze quasi quindicinali. La mattina, sempre di buon'ora, Gionatan si metteva alla finestra dello studio che guarda la valle e il colle di Buggiano e dipingeva su qualsiasi supporto trovasse, raramente la tela. Amava la pittura. Tempera, acquerello, e olio erano un modo per sperimentare, lui raffinato disegnatore, un modo molto personale di ricerca pittorica sulle forme definite dal contorno del colore o viceversa dalle forme ottenute per macchia di colore. Per questo credo che citasse spesso Emil Nolde. Si cimentava spesso nell'autoritratto a olio e quando trattava l'acquerello era capace di fare sfoggio di grande sensibilità pittorica. Nel disegno era insuperabile per capacità di analisi e di sintesi. Entrava nel particolare con acutezza e precisione. Nessuno scatto fotografico sarebbe stato capace di cogliere il soggetto così come faceva lui con la punta di grafite. Forse per questo Gionatan non comprava cartoline. Quando glie ne serviva una da inviarci da uno dei suoi innumerevoli viaggi, fermava sul cartoncino l'attimo o il particolare che gli interessava con un disegno o un colpo di pennello. Gionatan De Pas ha ulteriormente legato il suo nome alla nostra città occupandosi nel 1989 della ricollocazione dei ruderi del Pronao della basilica di S. M. Assunta. Per questo in gruppo con C. Cresti, G. Galassi, M. Mati e P. Cascella, ha partecipato, vincendo, al concorso nazionale di idee bandito dal Lions Club di Montecatini Terme. Una grande zattera di pietra traghetta il Pronao verso un ritrovato splendore.
AMAVA LE NOSTRE COLLINE (ricordo di un amico di Villi Modica)
Diventammo amici nel 1986. Era inizio di primavera e De Pas metteva mano alla ristrutturazione della pellicceria Drey Carli in Piazza del Popolo. Contemporaneamente curava l'incarico di ristrutturare e arredare una grossa barca a vela ormeggiata in un cantiere di Viareggio (tra l'altro lui era un esperto velista), teneva corsi di progettazione all'Istituto Superiore di Industrial Design a Firenze e prestava la propria consulenza in qualità di Art Director alla Poltronova per la quale insieme ai colleghi di studio Donato D'Urbino e Paolo Lo Mazzi aveva progettato la poltrona a due posti Joe; il gigantesco guantone da baseball. Terminate le lezioni veniva a rifugiarsi a Montaccolle dove trascorreva i suoi più rilassati fine settimana. E non solo i fine settimana ma anche la Pasqua, il Natale e tante altre feste ancora. Gionatan amava queste colline sopra Montecatini. La casa, la terrazza, l'aria toscana, il mio studio. Amava i colori e il disegno, dipingeva e mi sfidava nelle prove più impensabili. Una volta mi chiese di disegnargli una lampadina accesa senza disegnare la lampadina. Gli risposi che avrei sempre potuto rappresentare l'interruttore nel verso dell'accensione. Si mise a ridere. Presi un cartone bianco e disegnai con il carboncino nero l'alone di buio che si forma sempre ad una determinata distanza intorno ad una lampadina accesa. Osservò senza commentare. Aveva approvato.
Gli piacevano la campagna e le vedute della Valdinievole con il Colle di Buggiano e Montecarlo. Gli piacevano gli autoritratti e Pupetta il gatto di casa. Era un disegnatore acutissimo. Su fogli di piccole dimensioni, formato cartolina , era capace di raccogliere immagini e rappresentare oggetti descrivendoli attraverso una serie infinita di particolari. E alcuni di questi disegni diventavano vere e proprie cartoline che spediva agli amici da tutto il mondo. Gionatan De Pas ha legato ulteriormente il suo nome alla città di Montecatini perché partecipò vincendo insieme a Giancarlo Galassi, Pietro Cascella, Carlo Cresti e Miro Mati, al concorso bandito dal Lions Club di Montecatini per una nuova collocazione del vecchio pronao della demolita chiesa di Santa Maria Assunta.

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