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GENNAIO 2002

      Arte
        Una rassegna dei quadri realizzati negli ultimi anni dall'artista montecatinese
     Mostra di Bertozzi a Villa Forini

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Leo Bitti

Si concluderà il 10 gennaio la bella mostra di Giorgio Bertozzi a Villa Forini Lippi. Bertozzi è un artista montecatinese, a cui piace lavorare in silenzio e portare avanti un suo progetto che non è solo artistico, ma anche filosofico.
La mostra, che è il frutto di diversi anni di impegno nel suo studio all'Accademia d'arte, con quadri lavorati con una tecnica speciale, come si trattasse di un mosaico o di una scultura più che di una pittura, inseguendo appunto un discorso che riguarda Dio, il creato e l'interrogativo che riguarda un po' tutti e che dà il titolo alla stessa mostra:
Perché. E poi?
Nella prefazione dell'elegante catalogo che illustra la mostra, Bertozzi dice che «parlare del Supremo è impossibile…» ed ecco che allora lui dipinge quello che non dice a parole e che meglio di tutti spiega la lettera che il compianto dottor Silvio Tèssere, autore dei testi, indirizzò a Bertozzi prima della sua prematura scomparsa. «Caro Bertozzi, ho visitato il tuo sogno. Il tuo sogno è il mio, è quello di tutti gli uomini melanconici in rivolta, con aneliti alla trasfigurazione di se stessi e del mondo, alla liberazione, all'infinito. Hai voltato il prisma e da tanta luce ne è sprizzata una luminosissima: il filtro della purificazione. Moderno Ulisse, navigatore dello spirito, tenti di varcare le colonne d'Ercole dell'animo umano, per salire di piano in piano, da esperienza a meditazione fino al Supremo, per scoprire le sorti della coscienza».
 

 

 

 

 

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