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MARZO 2010

      Copertina
        Il 29 marzo prima tappa europea a Montecatini con la «New Orleans Jazz Band»
     Woody Allen in concerto al «Verdi»

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Tre sole date in Italia e una di queste (anzi, la ''prima'' a livello continentale) a Montecatini Terme. Woody Allen, regista e attore di fama mondiale, farà tappa al Teatro Verdi lunedì 29 marzo insieme alla sua New Orleans Jazz Band e qui inaugurerà il suo tour europeo che lo porterà, dopo i concerti al Gran Teatro la Fenice di Venezia (il 30 marzo) e all'Auditorium Parco della musica di Roma (il 31 marzo) a toccare le più importanti città del continente: da Monaco ad Amburgo, da Berlino a Vienna, da Ginevra a Barcellona.
Per il grande attore non sarà la prima volta a Montecatini. Vi arrivò, infatti, qualche anno fa, con un volo privato da Parigi, per partecipare ad una cena esclusiva nella villa del suo amico Sirio Maccioni.
«Ringrazio il Comune e le Terme &emdash; dice Marco Cardelli, gestore del Verdi &emdash; perché con le mie sole forze non sarei riuscito a portare in città questo notevole evento. Allen dovrebbe poi pernottare a Montecatini, tenere una conferenza stampa con il sindaco e fare una visita della città, concedendosi così a fotografi e tv. Possibile le riprese di Raisat per uno speciale sullo spettacolo».
«E' stata una bella sorpresa &emdash; dice il sindaco Giuseppe Bellandi &emdash; perché Woody Allen è una personalità mondiale, che rappresenta un mondo diverso e sa mostrarci il piacere della vita nonostante le tante difficoltà che l'attraversano. Nei suoi film c'è sempre un messaggio importante. Ora l'apprezzeremo anche come uomo di musica, visto che il jazz è da lungo tempo la sua seconda attività. Sarà l'apertura della tournée europea: se personaggi di questo calibro scelgono di venire a Montecatini, significa che la città riesce ancora ad attirare le giuste attenzioni. Inviteremo anche Sirio Maccioni, che è stato il primo a portare Allen a Montecatini, ospite nella sua villa. Il fatto poi che vorrà fare una passeggiata su viale Verdi ci darà modo di immortalare un'altra star. Come oggi guardiamo con orgoglio le foto di Grace Kelly e Ranieri di Monaco alle Terme, domani gioiremo per il soggiorno di Woody Allen in città. Ma dobbiamo dare il giusto riconoscimento a chi lavora nel segno della qualità. Mi riferisco a Marco Cardelli, al quale diciamo grazie per un cartellone del Teatro Verdi di alto livello».
Il regista americano è un grande appassionato di musica jazz, in particolare di quella classica americana anni Trenta e Quaranta. Allen suonerà, come di consueto, il clarinetto, mentre il resto della band è composto da Eddy Davis (banjo), Conal Fowkes (pianoforte), Simon Wettenhall (tromba), Jerry Zigmont (trombone), John Gill (batteria) e Greg Cohen (basso).
Per oltre trentacinque anni Woody Allen e la sua band hanno deliziato le platee con un hot mix di musica ispirata a New Orleans. Le sonorità della band sono fermamente radicate nella musica che Allen ha amato sin dalla sua infanzia e denotano un'ispirazione alle grandi leggende della musica come Sidney Bechet, George Lewis, Johnny Dodds, Jimmie Noone e ovviamente Louis Armtrong.
L'ultima volta italiana di Woody, anche se virtuale, è stata l'anno scorso per il festival di Spoleto: si concluse con più di un quarto d'ora di applausi il «Gianni Schicchi» firmato dal regista amerciano andato in scena in prima europea al Teatro Nuovo di Spoleto, con Sir Thomas Allen, nei panni del protagonista, la presenza del tenore Placido Domingo - in qualità di general director della Washington National Opera e della Los Angeles Opera dove il «Gianni Schicchi» di Allen.
Woody non c'era ma: «Ciao &emdash; disse in diretta da Londra &emdash; voglio salutare la gente di Spoleto, mi sarebbe davvero piaciuto essere lì con voi, non sono mai stato a Spoleto, ma sto girando un film a Londra e proprio non posso venire. E' la prima volta che dirigo un'opera perciò, vi prego, quando la vedrete, siate clementi, mi sono molto divertito a farla, Gianni Schicchi è veramente un qualcosa di originale, è stata una delle rare volte in cui ho lavorato su un testo non scritto da me e trovo quest'opera fantastica ed è un onore per me averne potuto curare la regia, spero che vi piaccia e spero un giorno di venire a Spoleto per vedere un'opera da me diretta, o semplicemente per visitare la città e vedere un'opera diretta da qualcun altro».
Per trovare il geniale regista statunitense in Toscana, bisogna fare un altro balzo nel tempo, ma breve, al dicembre del 2008, quando «tradì» il palcoscenico del Michael' s Pub, il locale di Manhattan, dove (regolarmente da molti anni) ogni lunedì si esibisce al clarinetto, per il Teatro Comunale di Firenze, esaurito in ogni ordine di posti, per l'unica data italiana del tour europeo. E Firenze lo ringraziò con un'accoglienza calorosa come protagonista con la sua New Orleans Jazz Band.


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