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Luca de Simone
2
agosto
2001: questa data verrà ricordata come quella
più nera per la storia dello Sporting club, quella in
cui in un colpo solo vengono cancellati 52 anni di gloriosa
vita. La società rossoblù sparisce dal
panorama del grande basket. Non c'è stata
possibilità di una soluzione che potesse consentire
la cancellazione del debito che lo Sporting aveva con Snai
per 1 miliardo e 900 milioni. Anche l'ultimo estremo
tentativo, dopo quello che puntava alla cessione del credito
dalla Snai ad un'agenzia pubblicitaria, è saltato: la
trattativa tra il presidente Guizzetti e un gruppo di
imprenditori locali non ha dato esito alcuno. All'ultimo
momento il presidente ha rilanciato, chiedendo un miliardo
in più.
Al momento parlano i fatti: è saltata la
ricapitalizzazione della società annunciata da un
gruppo di imprenditori locali guidati dall'ex-campione
Massimo Masini. A vuoto è stato il viaggio a
Montecatini di due esponenti della Comtec, l'avvocato Ripa
di Meana e il dottor Figoli, incaricati di esaminare la
situazione economica e finanziaria della società. Non
hanno potuto far altro che riscontrare la inadempienza dello
Sporting nel pagamento del debito sportivo. Quindi nella
relazione al presidente della Federazione, Maifredi, non
potranno che dare un parere negativo all'iscrizione dello
Sporting. Il campionato di A, il primo della riforma, con
una squadra in meno: saranno 19, visto che non ci dovrebbero
essere problemi alla regolarizzazione dell'iscrizione di
Trieste.
Con la mancata iscrizione al campionato si svincolano
automaticamente tutti i giocatori. Vanuzzo andrà a
Pesaro, Sambugaro a Biella. Dove probabilmente lo
seguirà il mitico capitano Andrea Niccolai.
Il basket termale, dopo 52 anni, ripartirà da zero.
Il rischio addirittura che per un anno il glorioso Sporting
resterà a vedere.
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