|

|
Luca de Simone
Sono già venti anni che
ci ha lasciato Ugo Tognazzi (Cremona, 23 marzo 1922 &endash;
Roma, 27 ottobre 1990) considerato con Alberto Sordi,
Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni e Nino Manfredi uno
dei "mattatori" della commedia all'italiana. In questa
occasione la figlia Maria Sole ha realizzato un documentario
per ricordarlo: Ritratto di mio
padre, presentato alla Festa del Cinema
di Roma.
Tognazzi è stato legato a Montecatini, dove è
stato più volte per partecipare agli spettacoli
televisivi della Rai e per girare alcuni film di maggior
successo (Amici miei, Tanto rumore per
nulla ecc.).
Da giovane, la passione per lo spettacolo gli fece
abbandonare il lavoro e si trasferì, nel 1945 a
Milano. Qui partecipò ad una serata per dilettanti
tenuta al Teatro Puccini a seguito della quale venne
scritturato dalla compagnia teatrale di Wanda Osiris.
Nel 1950 esordì al cinema con un film diretto da
Mario Mattòli, I cadetti di
Guascogna, al fianco di Walter Chiari.
L'anno seguente conobbe Raimondo Vianello con cui
formò una coppia comica di grande successo che dal
1954 al 1960 lavorò per la neonata Rai Tv. A
consacrare la coppia sul piccolo schermo fu il
varietà Un due
tre; la comicità più
popolaresca e sanguigna di Ugo e quella più raffinata
e "inglese" di Raimondo si compenetravano a vicenda con
ottimi risultati comici.
Dopo numerose farse cinematografiche e televisive, Tognazzi
negli anni Sessanta passò alla commedia all'italiana,
dando un apporto molto personale al genere: al suo interno
infatti giocò magistralmente la carta delle sue
radici equidistanti tra l'operosa Milano e la godereccia
Bassa Padana tra Cremona, Piacenza e Modena, interpretando
tra l'altro a più riprese personaggi emiliani, e
più specificamente parmigiani, in modo assolutamente
convincente, agli ordini prima di Alberto Bevilacqua
(La Califfa, 1971;
Questa specie
d'amore, 1972) e poi di Bernardo
Bertolucci (La tragedia di un uomo
ridicolo, 1981: splendido piccolo
misconosciuto film schiacciato tra le megaproduzioni verso
cui Bertolucci si andava ormai orientando in quegli anni,
che però valse a Tognazzi la Palma d'Oro al Festival
di Cannes come miglior attore protagonista).
Tognazzi viene anche ricordato per diversi film girati a
Montecatini. Indimenticabile nel ruolo del Conte Mascetti in
Amici miei (1975,
1982, 1985) e Il
petomane con Mariangela Melato. "Il
terzo atto di Amici miei - ci aveva detto Tognazzi -
è indispensabile per completare il racconto e
l'invecchiamento dei personaggi dovrà essere alla
base del film».
Si è autodiretto al cinema più volte
(Il mantenuto,
1961; Il fischio al
naso, 1966;
Sissignore, 1968;
Cattivi pensieri,
1976; I viaggiatori della
sera, 1979), e nel 1970 anche nella
serie televisiva FBI - Francesco Bertolazzi
investigatore.
Negli anni ottanta si dedicò soprattutto al teatro,
recitando in Sei personaggi in cerca
d'autore a Parigi (1986) e ne
L'avaro (1988).
Esperto culinario e grande "tombeur de femmes", ma anche
amico sincero di Gassman, Villaggio, Salce e Monicelli,
negli ultimi anni della sua vita Tognazzi si ammalò
di depressione - il male oscuro che condivise personalmente
con lo stesso Gassmann - e morì improvvisamente, nel
sonno, il 27 ottobre 1990 a Roma per un'emorragia cerebrale,
lasciando incompleta la serie televisiva
Una famiglia in
giallo, rimasta pertanto il suo ultimo
lavoro: è sepolto a Velletri.

|
|