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Luca de Simone
E'
uscito in questi giorni nelle
librerie il volume di Roberto Pinochi "I Bagni di
Montecatini nell'Ottocento - Le Terme e la comunità
dalla restaurazione lorenese a Firenze capitale 1815-1865"
(ed. Maria Pacini Fazzi editore, 365 pagine, 28 euro).
Pinochi, come consueto, ha realizzato un documentatissimo
saggio storico, che illustra la fase di nascita di una nuova
idea di progresso e di sviluppo nella Montecatini che si
avvicinava agli anni dell'Unità d'Italia.
Stabilimenti termali, alberghi, parchi e teatri cominciano a
trasformare la piccola realtà creata dal Granduca
Pietro Leopoldo in una vera e propria Ville d'eaux. A
Montecatini, che vede crescere così la sua importanza
e la sua economia, cominciano a venire per "passare le
acque" regnanti, nobili, uomini politici e finanzieri. E'
questa una fase storica molto importante e che precede
quella che sfocerà nell'autonomia del Comune.
Ogni anno, lo stesso Granduca veniva con la famiglia ai
Bagni di Montecatini e la sua permanenza era sottolineata
con l'«incendio di alcuni fuochi nei pressi del paese
di Monte Catini». Altri personaggi frequentavano
Montecatini per approfittare della cura rilassante e della
tranquillità terapeutica dei Bagni. A partire dal
poeta Giuseppe Giusti che veniva a "fare la cura di
quest'acque e dell'aria natia". Altri ospiti illustri erano
il principe di Montfort, l'avvocato Francesco Domenico
Guerrazzi e Gioacchino Rossini, che frequentava la Locanda
Maggiore gestita dalla famiglia Valiani e, in pratica,
anticipò gli anni di Verdi e di Napoleone Melani
succeduto alla guida del principale albergo della
città. Comunque, si dice che Rossini fosse più
interessato ai maccheroni al pomodoro che all'acqua termale.
Una delle attrazioni per il tempo libero degli ospiti era
sicuramente il casinò, dove si tenevano anche
periodiche feste da ballo.
All'epoca erano pochi gli alberghi, anche se cominciavano ad
esserci investimenti imprenditoriali in questo settore.
Comunque, dal 1851 la deputazione delle Terme, composta da
Domenico Giusti, Santini e Anton Francesco Sforzi,
presentava un'istanza al magistrato montecatinese per
costruire un condotto murato per portare le acque del Bagno
del Rinfresco allo stabilimento Tettuccio..

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