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E'
uscito un libro su Giovacchino Forzano (scritto da Stefano
De Rosa, ed. Castelvecchio, 28 euro,
info@castelvecchioeditrice.it), personaggio che fu molto
legato a Montecatini. Il padre Andrea, infatti, fu
segretario del Comune di Montecatini, oltre ad essere
ricordato per la sua attività tipografica impiantata
a Borgo San Lorenzo, dove la famiglia si era trasferita
dalla Calabria. E proprio nel Mugello Giovacchino nacque il
19 novembre 1884 e morì il 28 ottobre 1970.
Forzano fu un protagonista della cultura del Novecento su
più fronti: commediografo, librettista,
inventò la regia teatrale che poi allargò
anche al cinema. Montecatini fu per lui un punto di
riferimento, sia per l'impegno professionale del padre, sia
per la possibilità di incontrarvi grandi personaggi
del mondo della musica e, in particolare, Leoncavallo,
Puccini e Mascagni. Forzano e la moglie Teresa acquistarono
poi Villa La Perticaia tra Serravalle e Monsummano, che
diventò uno dei loro luoghi prediletti e dove fu
ospite anche Gabriele D'Annunzio.
La collaborazione con Leoncavallo, che a Montecatini aveva
casa, iniziò con l'operetta La Reginetta delle
rose, la cui prima avvenne in contemporanea il 24 giugno
1912 al Teatro Costanzi di Roma e al Politeama di Napoli.
Poi, proseguì con l'altra operetta La
candidata, che andò in scena per la prima volta
il 6 febbraio 1915 al Teatro Nazionale di Roma e fu
interpretata da Emma Vecla (la prima «Vedova
allegra» italiana) e Gino Vannutelli, che
frequentavano a loro volta Montecatini. La terza e ultima
collaborazione fu con Edipo Re, la cui prima avvenne
un anno dopo la morte di Leoncavallo, il 13 dicembre 1920, a
Chicago con il baritono Titta Ruffo, interprete prediletto
del musicista.
I rapporti con Mascagni invece non furono tranquilli. Il
musicista livornese accusò più volte Forzano
di privilegiare per i suoi lavori Puccini e di riservare a
lui &endash; come nel caso di Lodoletta &endash;
quelli che il rivale scartava.
L'incontro con Puccini fu dovuto ad un'intervista per La
Nazione, con cui Forzano collaborava, quando il
musicista stava lavorando alla Fanciulla del West. In
quell'occasione lo scrittore confidò il suo desiderio
di scrivere un libretto per il famoso maestro. Puccini lo
incoraggiò: «Lo prepari e poi si legge». I
due furono legati da una felice e proficua collaborazione.
Forzano scrisse per il Trittico i libretti di Suor
Angelica (senza sapere che Puccini aveva una sorella
monaca) e di Gianni Schicchi, riuscendo ad ottenere
il pieno consenso da parte del musicista che aveva fatto
tribolare librettisti famosi ed esperti come Illica e
Giacosa.
Il 18 ottobre 1924, poche settimane prima della morte di
Puccini, ci fu un incontro al grand hotel La Pace di
Montecatini tra Puccini, Toscanini e Forzano per parlare del
debutto di Turandot, di cui lo scrittore fu il
regista nell'edizione postuma del 25 aprile 1926 al teatro
alla Scala.
Forzano, infine, viene anche ricordato (in negativo) per una
sua collaborazione con Benito Mussolini, con cui scrisse a
«quattro mani» alcuni drammi storici su Giulio
Cesare, Napoleone e il Risorgimento.
Il documentatissimo libro di Stefano De Rosa (285 pagine)
ripercorre tutta la vita e i rapporti di lavoro molteplici
di Forzano nelle sue attività di drammaturgo,
giornalista e scrittore.
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