|

|
Paolo Allegri
Il
trotto ha perso uno dei suoi più grandi interpreti.
Il 21 settembre 2006, è scomparso Ivan (così
lo chiamavano gli amici) Nello Bellei, classe 1930 (avrebbe
fatto 76 anni a ottobre). Aveva lasciato il suo mondo delle
corse da un paio di stagioni: troppe le "beghe" di salute
che lo assillavano. Il suocero Rinaldo Bacci era stato lo
scopritore del grande Delfo, vincitore nel 1977
dell'International Trot, mentre il figlio Enrico è
oggi il top driver nazionale. In due fanno 22 frustini d'oro
(lo scudetto del trotto assegnato a chi, in un anno, si
aggiudica il maggior numero di corse in Italia), 11 a testa,
tanto che si può parlare di dominio della famiglia
Bellei nel trotto italiano tra il 1964 (anno del primo
frustino di Nello) e il 2005 (l'ultimo vinto da Enrico, ma
la strada è ancora lunga). Enrico che è nato
il 3 maggio 1963, il giorno in cui papà Nello vinceva
il Premio Italia a Bologna con Steno.
Lo vogliamo ricordare con questa intervista, che Paolo
Allegri scrisse per TuttoMontecatini.
Bellei, undici frustini d'oro, negli anni Settanta
l'autentico re del Sesana. Memorabili i suoi duelli con
Vivaldo Baldi e con altre grandi guide come Sergio
Brighenti, il Pilota. Nello adesso che guarda le corse dallo
steccato, con il suo immancabile cronometro per fermare i
parziali dei trottatori, apre il suo scrigno di splendide
cose: "Io e Vivaldo eravamo grandi rivali, Montecatini era
divisa nel tifo tra me e lui. Una cosa che si avvertiva
palpabile se venivi al Sesana negli anni Settanta. Devo dire
che una volta, in un Derby, quello del 1974, Vivaldo mi
aiutò a vincere. Io guidavo Aprile e sull'ultima
curva lo affiancai e visto che il suo cavallo, Pistillo, mi
sembrava in calo, gli chiesi se mi poteva far posto in
corda. Lui mi rispose: "Hai roba in mano?". Quando gli dissi
"sì vado a vincere il Derby", cavallerescamente mi
fece posto allo steccato. Un gesto di grande classe,
insolito tra due che per il mondo del trotto erano
considerati nemici, grandi rivali in pista".
Quel Derby del '74 Nello lo vinse battendo Danzica sul palo
e stabilendo il record sui 2600 metri in 1.17.4. Nella
galleria di campioni guidati da Bellei un posto in copertina
merita Steno, che mosse i primi passi da puledro a
Montecatini per poi vincere il Derby del 1963, prima di
volare negli Stati Uniti ed essere due volte secondo
nell'International Trot, l'allora mondiale del trotto. "La
prima volta sbagliò in partenza e finì secondo
dietro un francese. Nel secondo tentativo, Steno corse alla
grande, ma non potè nulla di fronte all'eccezionale
americano Speedy Scot".
Nell'arco di una carriera un driver di primo livello finisce
per avere sempre qualche rimpianto per un cavallo che non si
è espresso come poteva. "E' il caso di Sperlak, un
cavallo velocissimo, con tanto tamburo. Ma era un soggetto
di carattere, tirava come un bufalo e quando salivi in sulky
dovevi capire subito in che giornata era, se aveva voglia di
correre o dovevi rassegnarti alle sue divagazioni". Dopo
migliaia e migliaia di corse, di trottatori portati al
traguardo, te ne rimane dentro uno solo. "Il mio preferito
è Scellino, un cavallo bicicletta che non aveva molta
salute (soffriva di problemi ai tendini) ma era
guidabilissimo. Un trottatore dalla testa d'oro, vinse il
Nazionale, l'Europa e fu secondo nel Derby. Quando ripenso
al mio passato di guidatore mi rivedo in sediolo a lui. Mi
è rimasto nel cuore".
Al bar delle scuderie, "dalla Barbara" c'è una foto
d'annata che ritrae Nello Bellei con la mitica giubba
biancoceleste e berretto rosso della scuderia Kyra.
Guardando abbiamo pensato che le storie restano impresse
sulla sabbia della pista e che nel cuore di qualche
appassionati alberghi ancora un grido d'incitamento: "Vai,
Nelloooo!". L'ippica è una favola infinita che non
finisce mai d'incantarci.
.

|



|