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Il santo, la frase, il film e le parole del giorno (compresa quella di Dante)

Il santo, la frase, il film e le parole del giorno (compresa quella di Dante)

IL SANTO 

Sant’ ALESSANDRA E COMPAGNI   Martiri a Nicomedia 
† Nicomedia, Bitinia, 18 e 22 aprile 303
La memoria dei martiri sopra menzionati, è celebrata secondo i vari testi in date diverse, dove il 21 e dove il 22 aprile; le successive aggiunte o presunte precisazioni, sui luoghi e sui fatti della vita e del martirio dei suddetti santi, si colorarono di leggenda e di mancanza di fondamenti storici.

IL BUONGIORNO

“Non v’è nemico peggiore del cattivo consiglio”
(Sofocle)

LA PAROLA DEL GIORNO

exploit

SILLABAZIONE: ex–ploit
exploit /fr. ɛksˈplwa/
[vc. fr., ant. fr. espleit, dal lat. parl. *explĭcitum ‘azione compiuta’, da explicāre ‘effettuare, finire’, ‘(s)piegare (plicāre) del tutto (ex-)’ ☼ av. 1911]
s. m. inv.
● impresa di rilievo, spec. sportiva: fare un exploitun exploit sbalorditivo

PAROLA TRATTA DA
Vocabolario della lingua italiana
di Nicola Zingarelli
2021
Zanichelli editore

LA PAROLA DI DANTE FRESCA DI GIORNATA

La parola di Dante fresca di giornata è un’occasione per ricordare, rileggere, ma anche scoprire e approfondire la grande eredità linguistica lasciata da Dante. (da accademiadellacrusca.it)

La parola di oggi:

muffa

(Inferno XVIII, 106)

Le ripe eran grommate d’una muffa,
per l’alito di giù che vi s’appasta,
che con li occhi e col naso facea zuffa.

Il termine è attestato per la prima volta nella Commedia, dove ricorre due volte. Nell’Inferno, in particolare, muffa indica il sedimento molle che incrosta le pareti (“ripe”) della bolgia degli adulatori. La sostanza è generata dalle terribili esalazioni (“alito”) che provengono dallo sterco in cui sono “attuffati” i dannati.

B.F.

IL FILM DEL GIORNO

Questa sera, su Iris ore 21:00Il Morandini consiglia:

Io, loro e Lara
It. 2010
GENERE: Comm.  DURATA: 115′ VISIONE CONSIGLIATA: T
CRITICA: PUBBLICO: 5
REGIA: Carlo Verdone
ATTORI: Carlo Verdone, Laura Chiatti, Anna Bonaiuto, Angela Finocchiaro, Marco Giallini, Sergio Fiorentini

Alla soglia dei 60 anni, colpito al cuore durante le riprese dalla morte del padre Mario, amato e ammirato, cui ha dedicato il suo 22° film, Verdone ha fatto una svolta – meno decisiva di quel che dice e crede – verso l’amarezza e la profondità, con un prete missionario che, dopo 10 anni di Africa, torna a Roma in crisi di fede e bisognoso di aiuto. In famiglia nessuno lo ascolta, e fuori nemmeno i suoi superiori. Scritta con Francesca Marciano e Pasquale Plastino, è una commedia laica, molto cattolica dentro, che quasi sempre – anche nel finale in apparenza conciliante – fa convivere comicità e malinconia, lucidità e tenerezza e non è volgare nell’uso frequente ma funzionale delle parolacce. Oltre a Verdone – che usa con sottigliezza svariante la sua mimica – è apprezzabile il reparto femminile: la Bonaiuto che scava con garbo nell’imperiosa sgradevolezza della sorella un po’ isterica; la Finocchiaro che in un grottesco assalto a Verdone strappa l’applauso; la Chiatti, finalmente guidata a dare verità al sessappiglio di donna in apparenza fatale.

La recensione del film è tratta da:
il Morandini 2021
a cura di Laura Morandini, Luisa Morandini, Morando Morandini
Zanichelli editore

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