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Il santo, la frase, il film e le parole del giorno (compresa quella di Dante)

Il santo, la frase, il film e le parole del giorno (compresa quella di Dante)

IL SANTO 

Beato Daniele Alessio Brottier Sacerdote
La Ferté-Saint-Cyr, Blois, Francia, 7 settembre 1876 – Parigi, 28 febbraio 1936
Daniele Alessio Brottier è ricordato per il suo impegno nella missione, nell’apostolato tra i militari e per l’aiuto agli orfani. Nato nel 1876 a La Ferté-Saint Cyr, diocesi di Blois, in Francia, entrò in Seminario nel 1890 e divenne prete a 23 anni nel 1899. Nel 1902 entrò come novizio nella congregazione dello Spirito Santo ad Orly, l’anno seguente emise i voti religiosi e partì quasi subito per il Senegal, allora colonia francese , ma rientrò dopo soli tre anni per motivi di salute. Ripresosi tornò nuovamente nel paese africano, ma i problemi di salute lo costrinsero a tornare definitivamente in patria. Allora, in Francia, fondò l’opera «Souvenir Africain», allo scopo di costruire la cattedrale di Dakar. Cappellano militare nella Prima Guerra mondiale, fondò l’Unione nazionale combattenti e l’Opera degli orfani apprendisti. Morì nel 1936. È stato beatificato da Giovanni Paolo II nel 1984.

IL BUONGIORNO

“In questa epoca tanti sono così ansiosi di educare il prossimo, che non hanno tempo per educare se stessi”
(Oscar Wilde)

LA PAROLA DEL GIORNO

raffittire

SILLABAZIONE: raf–fit–tì–re
raffittìre / raffitˈtire/
[comp. di r(i)- e affittire ☼ 1759]
v. tr. (io raffittìscotu raffittìsci)
● (raro) fare diventare più fitto o più frequente: raffittire una sieperaffittire le visite
v. intr. (aus. essere) e raffittìrsiv. intr. pron.
● diventare più denso o più fitto: la grandine raffittiscele tenebre si sono raffittite

PAROLA TRATTA DA
Vocabolario della lingua italiana
di Nicola Zingarelli
2021
Zanichelli editore

LA PAROLA DI DANTE FRESCA DI GIORNATA

La parola di Dante fresca di giornata è un’occasione per ricordare, rileggere, ma anche scoprire e approfondire la grande eredità linguistica lasciata da Dante. (da accademiadellacrusca.it)

La parola di oggi:

lo bello stilo

(Inferno I, 87)

Tu se’ lo mio maestro e ‘l mio autore;
tu se’ solo colui da cu’ io tolsi
lo bello stilo che m’ ha fatto onore.

Questo è lo stile poetico di cui Dante è fiero, lo stile che ha imparato leggendo i grandi modelli classici, Virgilio per primo: perché la poesia è prima di tutto arte di lingua, cioè stile. 

C.M.

IL FILM DEL GIORNO

È disponibile la nuova edizione del Morandini. Per maggiori informazioni clicca qui.

Questa sera, su RaiMovie ore 21:10Il Morandini consiglia: 

Australia (2)
Australia (2) – Austral.-USA 2008
GENERE: Avv.  DURATA: 165′ VISIONE CONSIGLIATA: RAG.
CRITICA: PUBBLICO: 4
REGIA: Baz Luhrmann
ATTORI: Nicole Kidman, Hugh Jackman, Brandon Walters, David Ngoombujarra, Bryan Brown, David Wenham

Mai film australiano costò tanto: 100 milioni di dollari, in gran parte della Fox, più 40 dati dall’Ente governativo del Turismo. Un maligno direbbe che è un gigantesco spot pubblicitario sulle bellezze di un continente; un benevolo che è l’affresco panoramico-storico di un Paese selvaggio e romantico, una grandiosa metafora. Girato in gran parte nel Northern Territory – grande come Italia, Francia e Spagna messe insieme ma con poche decine di migliaia di abitanti –, racconta come Darwin, sua capitale costiera, nel 1942 fu rovinosamente bombardata da aerei giapponesi, evento ignorato da molti australiani giovani. Temi: ingordo colonialismo british, razzismo, magia indigena, problemi socioculturali, il popolo aborigeno che vi abita da almeno 4000 anni, la Generazione Rubata, cioè i 100 000 bambini meticci che tra il 1880 e il 1960 furono sottratti al loro ambiente e affidati a famiglie bianche e a istituzioni religiose. Sbarcata nel 1939 da Londra, Lady Sarah si ritrova vedova, eredita una tenuta in rovina (grande come il Belgio), molti nemici e il piccolo servetto Nullah, che poi vuole adottare. Incontra il virile Mandriano che la aiuta a portare a Darwin una mandria di 1500 capi per 1500 km dal deserto di Kuraman e di cui, dopo molte baruffe, s’innamora. Fra le tante citazioni c’è perfino la celebre canzone “Over the Rainbow” (da Il mago di Oz, 1939) come refrain e un finale da romanzo di formazione in chiave aborigena. Se si tiene conto dell’ambizione di fare un film per le future generazioni e degli obblighi verso la committenza, è ozioso addebitargli i cambiamenti di tono. Nel bene e nel male, c’è tutto Luhrmann che l’ha prodotto e scritto con altri 3 sceneggiatori con il valore aggiunto del patriottismo continentale: il suo talento è inseparabile dagli eccessi.

La recensione del film è tratta da:
il Morandini 2021
a cura di Laura Morandini, Luisa Morandini, Morando Morandini
Zanichelli editore

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