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Trent’anni senza Ugo Tognazzi: ha girato diversi film di successo a Montecatini

Trent’anni senza Ugo Tognazzi: ha girato diversi film di successo a Montecatini
pixel.gif (42 byte)Sono già 30 anni che ci ha lasciato Ugo Tognazzi (Cremona, 23 marzo 1922 – Roma, 27 ottobre 1990) considerato con Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni e Nino Manfredi uno dei “mattatori” della commedia all’italiana. In questa occasione si celebrano anche i 45 anni del primo film “Amici miei”, di cui Tognazzi fu uno dei principali protagonisti insieme a Gastone Moschin, Adolfo Celi, Philippe Noiret e Renzo Montagnani.
Tognazzi è stato legato a Montecatini, dove è stato più volte per partecipare agli spettacoli televisivi della Rai e per girare alcuni film di maggior successo (Amici miei, Tanto rumore per nulla ecc.).
Un po’ perché la trovata del “rigatino”, la tipica casacca da facchino con il quale se la svignerà, è ancora oggi una delle scene più famose di tutta la trilogia.
L’indimenticabile albergatore Ricciardo Pucci ebbe occasione di ricordare un evento speciale ospitato proprio al grand hotel “La Pace”: “Ugo Tognazzi era una persona simpaticissima, amante della cucina e delle belle donne. E una curiosità che in pochi sanno era proprio legata alla sua passione per la cucina. Ricordo una bellissima cena organizzata proprio da Ugo Tognazzi per circa 20 persone nelle nostre sale. In quell’occasione si mise un grembiule, andò in cucina e cucinò una cena deliziosa per noi e per tutti i suoi amici”.
La sua grande passione, oltre alle donne, era la cucina. Sono rimasti famosi i suoi interminabili raduni di amici tra cibo e tennis al Villaggio Tognazzi di Torvajanica. Chi vinceva il torneo si portava a casa il trofeo dello “Scolapasta d’oro”.
LA CARRIERA
Da giovane, la passione per lo spettacolo gli fece abbandonare il lavoro e si trasferì, nel 1945 a Milano. Qui partecipò ad una serata per dilettanti tenuta al Teatro Puccini a seguito della quale venne scritturato dalla compagnia teatrale di Wanda Osiris.
Nel 1950 esordì al cinema con un film diretto da Mario Mattòli, I cadetti di Guascogna, al fianco di Walter Chiari. L’anno seguente conobbe Raimondo Vianello con cui formò una coppia comica di grande successo che dal 1954 al 1960 lavorò per la neonata Rai Tv. A consacrare la coppia sul piccolo schermo fu il varietà Un due tre; la comicità più popolaresca e sanguigna di Ugo e quella più raffinata e “inglese” di Raimondo si compenetravano a vicenda con ottimi risultati comici.
Dopo numerose farse cinematografiche e televisive, Tognazzi negli anni Sessanta passò alla commedia all’italiana, dando un apporto molto personale al genere: al suo interno infatti giocò magistralmente la carta delle sue radici equidistanti tra l’operosa Milano e la godereccia Bassa Padana tra Cremona, Piacenza e Modena, interpretando tra l’altro a più riprese personaggi emiliani, e più specificamente parmigiani, in modo assolutamente convincente, agli ordini prima di Alberto Bevilacqua (La Califfa, 1971; Questa specie d’amore, 1972) e poi di Bernardo Bertolucci (La tragedia di un uomo ridicolo, 1981: splendido piccolo misconosciuto film schiacciato tra le megaproduzioni verso cui Bertolucci si andava ormai orientando in quegli anni, che però valse a Tognazzi la Palma d’Oro al Festival di Cannes come miglior attore protagonista).
A MONTECATINI
Tognazzi viene anche ricordato per diversi film girati a Montecatini. Indimenticabile nel ruolo del Conte Mascetti in Amici miei (1975, 1982, 1985) con la famosa scena del “rigatino” al Grand Hotel “La Pace” (la fuga senza pagare il conto dopo una lussuosa vacanza insieme ad una giovane amante) e Il petomane con Mariangela Melato. “Il terzo atto di Amici miei – ci aveva detto Tognazzi – è indispensabile per completare il racconto e l’invecchiamento dei personaggi dovrà essere alla base del film».
Si è autodiretto al cinema più volte (Il mantenuto, 1961; Il fischio al naso, 1966; Sissignore, 1968; Cattivi pensieri, 1976; I viaggiatori della sera, 1979), e nel 1970 anche nella serie televisiva FBI – Francesco Bertolazzi investigatore.
Negli anni Ottanta si dedicò soprattutto al teatro, recitando in Sei personaggi in cerca d’autore a Parigi (1986) e ne L’avaro (1988).
Esperto culinario e grande “tombeur de femmes”, ma anche amico sincero di Gassman, Villaggio, Salce e Monicelli, negli ultimi anni della sua vita Tognazzi si ammalò di depressione – il male oscuro che condivise personalmente con lo stesso Gassmann – e morì improvvisamente, nel sonno, il 27 ottobre 1990 a Roma per un’emorragia cerebrale, lasciando incompleta la serie televisiva Una famiglia in giallo, rimasta pertanto il suo ultimo lavoro: è sepolto a Velletri.
Una dedica di Ugo Tognazzi ai turisti di Montecatini (1983)

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