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Ricordo di Natalino Mucci, “pittore delle nebbie” e amico di Giorgio De Chirico

Ricordo di Natalino Mucci, “pittore delle nebbie” e amico di Giorgio De Chirico

E’ morto, a fine febbraio 2020, all’età di 92 anni, il pittore Natalino Mucci. Celebri i suoi paesaggi invernali e nebbiosi, la cui ispirazione gli veniva direttamente dalla montagna in cui viveva. Tanti collezionisti e appassionati d’arte possiedono una sua opera e si ricordano ancora le sue esposizioni al Kursaal e al palazzo del turismo di viale Verdi. La salma è stata tumulata nel cimitero di Avaglio.
Dopo quindici anni di voluto silenzio, Natalino Mucci sembrò voler recuperare il tempo perduto e riconquistare tutti gli ammiratori della sua pittura. Nel 2002, la prima mostra e poi a settembre un’altra grande rassegna, nella galleria ex-Flori sul viale Verdi, e, nel luglio 2003, le sue opere furono in scena nella sala del Palazzo del turismo (lato via Manzoni) dove espose insieme ai figli Cristina e Carlo.
Qui Mucci ripropose i tradizionali paesaggi degli inverni nebbiosi della sua montagna intorno a Marliana, contraddistinta da casolari sperduti, personaggi curvi dal peso dell’età e del freddo, quasi smarriti in un cammino senza tempo e senza meta alcuna. Le opere di Mucci, però, presentavano qualcosa di nuovo rispetto ai numerosi quadri del suo passato artistico: a sorpresa i colori erano diventati più vivi, il nero apparve più sfumato e la luce più intensa. Sembrava quasi che dai suoi quadri, nati dopo il lungo silenzio, venisse fuori un messaggio di speranza e che i personaggi camminavano nella nebbia verso un mondo migliore. Un messaggio di speranza di cui avremmo tanto bisogno oggi.
Tra le opere in mostra, c’era anche il quadro che il comune di Marliana aveva destinato a Rudolph Giuliani, l’ex sindaco di New York la cui famiglia ha origini marlianesi.
Natalino Mucci è stato per tanti anni uno dei protagonisti degli anni d’oro del Kursaal con la sua galleria, in cui era solito fermarsi De Chirico, grande estimatore della sua pittura, a parlare d’arte e a scambiare consigli.
I suoi quadri sono presenti nelle collezioni private di importanti personaggi, molti dei quali in estate erano soliti frequentare Montecatini. Ricordiamo, tra gli altri, Ferrero, Benetton, il regista Roberto Rossellini, il tenore Boris Kristoff, Colnago, sportivi come Bearzot e Valcareggi, Adriano Celentano, Van Cliff e tanti altri ancora.
In un’intervista a La Nazione raccontò un episodio coraggioso, di cui Natalino Mucci fu protagonista in tempo di guerra, quando aveva solo 14 anni. Venne a sapere che i tedeschi in ritirata volevano far saltare l’albergo Elvira a Panicagliora, che era stato creato e gestito poi per tanti anni dalla mamma. Mucci riuscì a conoscere il luogo nel bosco, dove i tedeschi avevano nascosto le casse di esplosivo. Con molta difficoltà e tanto coraggio, mentre i soldati nelle vicinanze stavano mangiando, riuscì a spostare le casse e a nasconderle sotto una fitta vegetazione. Così, quando i militari arrivarono, pensarono ad un furto, ma non ebbero tempo per rappresaglie, perché dovevano lasciare in fretta la zona. Così, l’albergo Elvira rimase in piedi e per tantissimi anni è stato un punto di riferimento turistico per Panicagliora e per tutta l’Alta Valdinievole.
Nel 1962, proprio di fronte all’hotel, arrivò una tappa del Giro d’Italia in partenza da Sestri Levante, organizzata grazie ad un comitato di cui facevano parte anche il pittore Natalino Mucci e l’imprenditore Giovanni Campigli. La tappa venne vinta dallo spagnolo Angelino Soler su Silverberg e Taccone. La maglia rosa fu indossata da Suarez.