Pages Navigation Menu

Tutte le news della tua città

Teatro a Lamporecchio: sabato 8 febbraio in scena “6° (Sei gradi)” con Giobbe Covatta

Teatro a Lamporecchio: sabato 8  febbraio in scena “6° (Sei gradi)” con Giobbe Covatta

Ha preso il via a gennaio la nuova stagione di prosa del Teatro Comunale di Lamporecchio, organizzata e promossa dall’Amministrazione Comunale in collaborazione con l’Associazione Teatrale Pistoiese. In programma, anche quest’anno, quattro spettacoli da gennaio a marzo.

Sabato 8 febbraio (ore 21) è la volta di 6° (Sei gradi) di Giobbe Covatta e Paola Catella, regia Giobbe Covatta con Giobbe Covatta e con la partecipazione di Ugo Gangheri.

Come sarà il mondo la cui temperatura media sarà più alta di un grado rispetto ad oggi? E quando i gradi saranno due? E riuscire ad evitare aumenti superiori che porterebbero inevitabilmente alla nostra estinzione?

Il grande comico napoletano se lo è chiesto: modelli matematici applicati all’ecologia creati con solide basi scientifiche ci fanno nettamente pensare che i nostri più stretti discendenti avranno seri problemi e si dovranno adattare a (soprav)vivere in un pianeta divenuto assai meno ospitale, se non cercheremo di risolvere i problemi dell’ambiente, della sovrappopolazione e dell’energia sin da oggi.

Certo l’uomo non perderà il suo ingegno e Giobbe si diverte ad immaginare le drammatiche e stravaganti invenzioni scientifiche, sociali e politiche, che metteremo a punto per far fronte ad una drammatica emergenza ambientale e sociale.

Ne emergeranno personaggi di grande verve comica indaffarati a realizzare all’ultimo momento quello che noi avremmo dovuto fare da anni.

Da Giobbe Covatta un nuovo spettacolo dove comicità, ironia e satira si accompagnano alla divulgazione scientifica su quelli che sono senza dubbio i grandi temi del nostro secolo: sostenibilità del Pianeta e delle sue popolazioni.

Un’occasione di divertimento ma anche per comprendere i motivi per cui è necessario agire oggi per evitare la nostra fine probabilmente entro un solo secolo!

Domenica 16 febbraio (ore 16) , in scena Il soldatino di stagno – A teatro con la famiglia con testo, regia e scenografie di Mirco Zoppello, musiche dal vivo Lorenzo Bachini con Giorgio Castagna e Lorenzo Bachini.

(Fascia d’età 4/10 anni)

La storia la conosciamo tutti: lui, un soldatino di stagno senza una gamba e lei, la splendida ballerina del carillon; tra di loro, un grande sentimento nato su un castello di carta, nella stanza da gioco di un bimbo e a dividerli, un sacco di disavventure, tra cui ragazzacci di strada, tanta acqua, un enorme pesce, topi e tombini.Un originale adattamento dello Schiaccianoci di Ciajkovskij e ispirata alla fiaba di Hans Christian Andersen, narrato con la musica eseguita dal vivo.È una di quelle storie che quando te la raccontano, non te la scordi più, forse perché parla d’amore, di di-versità, di coraggio; tratta della vita, con le sue ombre e luci e le sue trasformazioni, che avvengono perché succedono e basta, senza drammi. Poiché nulla finisce, ma tutto si trasforma.

A chiusura di stagione, sabato 7 marzo, Bartleby lo scrivano di Francesco Niccolini liberamente ispirato al racconto di Herman Melville, Regia Emanuele Gamba con Leo Gullotta, Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali,  Massimo Salvianti, Lucia Socci.

Un ufficio. A Wall Street o in qualunque altra parte del mondo, poco cambia.

È una giornata qualunque nello studio di un avvocato, un uomo buono, gentile, così anonimo che non ne conosciamo nemmeno il nome.

Ogni giorno scorre identico, noioso e paziente, secondo le regole di un moto perpetuo beatamente burocratico, ovvero: meccanico e insensato. L’ufficio è spoglio, le pareti alte e grigie.

Ma in quell’ufficio sempre uguale a se stesso da chissà quanto tempo, è entrato un vento inatteso, che manda all’aria il senso normale delle cose, e della vita. Arriva Bartleby, questo è il suo nome e fa lo scrivano. Copia e compila diligentemente le carte che il suo padrone gli passa. Finché un po’ di sabbia finisce nell’ingranaggio e tutto si blocca. Senza una ragione. Senza un perché.

Un giorno Bartleby decide di rispondere a qualsiasi richiesta, dalla più semplice alla più normale in ambito lavorativo, con una frase che è rimasta nella storia: “Avrei preferenza di no”.

Solo quattro parole, dette sottovoce, senza violenza e senza senso, ma tanto basta. Un gentile rifiuto che paralizza il lavoro e la logica: una sorta di inattesa turbolenza atmosferica che sconvolge tanto l’ufficio che la vita intima del datore di lavoro…

Info Biglietteria 3339250172 (nei giorni di campagna abbonamenti e di prevendita) – 0573 991609