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Il rilancio delle Terme può ripartire dalla riapertura del cantiere delle Leopoldine

Il rilancio delle Terme può ripartire dalla riapertura del cantiere delle Leopoldine

Il rilancio delle Terme di Montecatini, afflitte da una crisi economica ultradecennale, riparte dalle Terme Leopoldine.
Il cantiere delle Leopoldine, legato al progetto dell’archistar Fuksas, è fermo dal 2011. La Regione ha previsto un bando per la loro vendita o concessione a lunga scadenza, per il quale l’amministratore unico Alessandro Michelotti ha ricevuto mandato durante l’assemblea dei soci di martedì 7 agosto e che sarà fatto entro metà settembre.
La mancanza di una piscina, infatti, impedisce lo sviluppo del segmento benessere. Il buon esito dell’operazione potrebbe essere favorito dalla cessione al Comune della Palazzina Regiae la chiusura del contenzioso con Unipol Spa, che hanno portato alle Terme risorse per circa 9 milioni.

Questa è una nota di qualche giorno fa dell’Amministrazione comunale sulle ultime decisioni della Regione per le Terme di Montecatrini:

“Apprendiamo con soddisfazione la decisione della Regione di privilegiare la valorizzazione del patrimonio termale in seguito alle importanti manifestazioni di interesse ricevute in queste settimane.

È noto da tempo quanto il Comune di Montecatini abbia sempre ritenuto strategica la partecipazione nella società, spingendo per un processo di privatizzazione (o meglio di privatizzazioni), da avviare attraverso la valorizzazione del patrimonio immobiliare in collaborazione con soggetti di mercato referenziati e in grado di portare in città le offerte di termalismo mancanti e anche offerte di altro genere, compatibilmente con le esigenze della città, prima ancora delle esigenze patrimoniali.

Queste operazioni, aspetto assolutamente non secondario, sarebbero utili anche nel proseguire il percorso di risanamento del debito strutturale dell’azienda. Tale percorso è senza dubbio più prudente rispetto alla mera vendita della società, perché basato sull’affidamento di immobili già in gestione e con investimenti a carico dei gestori oppure sulla vendita degli immobili attraverso un piano industriale aggiornato, permettendo quindi alla Città di gestire con criterio il destino di un patrimonio che ne rappresenta la storia e soprattutto il futuro, oltre ad essere di una vastità tale da rappresentare buona parte del territorio comunale.

Va inoltre osservato che in questi mesi, nonostante i tanti interessamenti, non sono mai stati presentati adeguati progetti di sviluppo della società e del suo patrimonio, basati su dimostrata solidità finanziaria e su una strutturata visione di Città termale.

Per tutte queste ragioni, il Comune chiederà alla prossima assemblea dei soci di deliberare la veloce pubblicazione da parte della società di un bando ad evidenza pubblica per l’affidamento di lunga durata delle Leopoldine con ripresa e termine dei lavori a carico del soggetto aggiudicatario, il cui costo potrà essere scomputato dal canone di locazione che sarà determinato nel contratto.

In questo modo avremo una rapida ripresa dei lavori per la realizzazione del centro di benessere e relax termale che manca alla nostra Montecatini. Parallelamente chiederemo all’Au di valutare le manifestazioni di interesse ricevute per l’acquisto di proprietà immobiliari.

In questo contesto, la società potrebbe quindi concentrare la sua attività sulla gestione dei settori di idropinica e riabilitazione, tramite gli stabilimenti Tettuccio e Redi, favorendo lo sviluppo degli altri settori tramite privati.

Siamo convinti che anche le categorie economiche, che in queste settimane non hanno mai fatto mancare la loro attività responsabile di vigilanza e di supporto, siano favorevoli a processi di privatizzazione se ben guidati e nell’interesse esclusivo dell’economia cittadina”.