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Raddoppio della ferrovia: il Comune ribadisce la scelta della sopraelevata

Raddoppio della ferrovia: il Comune ribadisce la scelta della sopraelevata

Ci vorranno almeno tre anni per vedere entrare in funzione il doppio binario tra Pistoia e Montecatini Terme. I lavori, iniziati nel maggio 2016 con la posa della prima pietra al cantiere a Masotti di Serravalle sono entrati nel vivo e da metà marzo inizieranno gli scavi della nuova doppia galleria, che sostituirà quella “storica” attualmente in funzione.

Nel frattempo non mancano le polemiche. Il vicesindaco Rucco interviene sulla questione del raddoppio ferroviario replicando alle dichiarazioni del segretario Fit-Cisl Stefano Boni, che, nei giorni scorsi, aveva indicato una scelta favorevole al passaggio a raso anche dal centro termale.

“Leggiamo sulla stampa le dichiarazioni del segretario regionale Fit-Cisl Stefano Boni in merito al raddoppio ferroviario – dice Rucco – È necessario puntualizzare al segretario che il consiglio comunale di Montecatini Terme non ha bloccato nessuna opera e non ha chiesto niente di irrealizzabile o “avventuristico”, come irresponsabilmente affermato da Boni. Diciamo irresponsabilmente perché non è accettabile la mistificazione di atti pubblici consiliari e non è altrettanto accettabile il maldestro tentativo di chi vuole mettere in conflitto le comunità locali coinvolte da un’opera così importante per il futuro di intere generazioni”.

“I gruppi consiliari di maggioranza nella seduta dello scorso luglio si sono presi la responsabilità di farsi carico di una mediazione economicamente e tecnicamente sostenibile per il tratto cittadino di Montecatini, dicendo sì alla sopraelevata. Ma è bene ricordare che tutto il consiglio, quindi sia maggioranza che minoranza, ha votato all’unanimità in quella circostanza per il no a raso”.

“Non è certo colpa delle comunità locali se prima si stanziano i fondi per il raddoppio e poi con quel che c’è, o rimane, si cerca di far passare i binari anche sulla pelle dei cittadini. E non è colpa delle comunità locali se queste vengono divise in “lotti” in cui la progettazione viene successivamente allo stanziamento delle risorse, che sembrano assai insufficienti visti i problemi che gravano su gran parte della linea che va da Montecatini a Lucca e che tocca diversi comuni oltre al nostro”, prosegue il vicesindaco di Montecatini Terme.

“Se da un lato l’ammodernamento e il raddoppio della linea ferroviaria sono necessari, dall’altro queste opere devono essere sostenibili economicamente e a livello di impatto ambientale per il tessuto urbano locale. Su questo non devono esserci troppi dubbi come sul fatto che non devono esistere solo gli interessi rappresentati dal signor Stefano Boni”.

Ma le novità più attese sono giunte dall’incontro previsto giovedì 16 febbraio tra Regione, Rfi e i sindaci interessati al raddoppio. Infatti, è stato dato un sostanziale via libera alla progettazione del secondo lotto della ferrovia tra Pistoia e Lucca, per il tratto che va da Pescia a Lucca, mentre per quello da Montecatini a Pescia un tavolo tecnico continuerà a studiare possibili soluzioni. Sembra, invece, nonostante la raccolta di oltre mille firme da parte di un apposito Comitato, che  Pieve a Nievole avrà l’attraversamento a raso e non in sopraelevata come richiesto.

È questa la proposta che Rete Ferroviaria Italiana, per bocca dell’ingegner Daniele Moretti, ha presentato agli amministratori locali della Valdinievole e della Lucchesia, ai consiglieri regionali e ai parlamentari presenti a Firenze alla riunione convocata dalla Regione per discutere del raddoppio della linea.

“Per il momento – spiega l’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli – quella presentata da RFI italiana appare la soluzione migliore. Ci permette di conseguire gli obiettivi per i quali è stato pensato il raddoppio della linea, da una maggiore velocità di percorrenza, al superamento dei passaggi a livello, oltre ad una velocizzazione di 15 minuti nei tempi di percorrenza tra Lucca e Firenze e alla possibilità di istituire treni veloci che in un’ora colleghino le due città tra loro e infine un aumento del 20% della capacità di traffico sulla linea”.

Secondo l’assessore questi vantaggi sono superiori al mancato completamento del raddoppio. Infatti, secondo l’ipotesi avanzata, “un piccolo tratto”, quello tra le stazioni di Montecatini e Pescia, rimarrebbe a binario unico, “ma ciò non pregiudica i risultati che erano l’obiettivo del progetto di raddoppio, causando soltanto un ritardo di 3 minuti nel tempo di percorrenza complessivo”.

“Permetterebbe invece – precisa l’assessore Ceccarelli – di superare le oggettive criticità oggi presenti nei comuni di Montecatini e di Uzzano. Da sottolineare infine come nel tratto tra Montecatini e Pescia, così come nel resto della tratta, saranno fatti interventi di miglioramento strutturale ed infrastrutturale visto che RFI ha accolto le richieste avanzate in tal senso dai Comuni”.
Torniamo ai lavori in corso. Per completare le opere nel tratto tra Pistoia e Serravalle tutti i treni saranno fermati nel mese di agosto (fino al giorno 28)  con servizi sostitutivi di autobus tra Pistoia e Montecatini.

Le novità nel tratto Pistoia-Montecatini sono molte. Il tunnel della nuova galleria sarà lungo 1700 metri, di cui un chilometro naturale e il resto artificiale ma che verrà coperto con terra. La galleria sarà completata a inizio 2019 e poi ci saranno diversi mesi di lavoro per l’allestimento degli impianti elettrici e dei binari, che potranno essere utilizzati dai treni dal 2020.

Resta il “nodo” dell’attraversamento di Montecatini. Infatti, per la tratta Montecatini-Lucca non esistono ancora progetti definitivi, in considerazione dei problemi di attraversamento di Pieve a Nievole, della città termale, ma anche di Altopascio e Porcari (ma anche tra Borgo a Buggiano e Pescia). Il cantiere su questo importante e delicato tratto dovrebbe essere avviato il prossimo anno.

Questo presuppone che nei prossimi mesi ci saranno incontri tra Rai, Regione e i sindaci dei Comuni interessati per trovare una adeguata soluzione a tutti i problemi aperti.

Nel settembre scorso, ci fu un vertice a Roma, organizzato dall’onorevole Edoardo Fanucci, tra il sindaco Giuseppe Bellandi e l’amministratore delegato di Rfi, Maurizio Gentile per approfondire tutte le ipotesi progettuali possibili per Montecatini. L’amministratore delegato ha confermato impegno delle ferrovie, nei confronti del Comune, a valutare anche l’opportunità di realizzare un progetto di sopraelevata compatibile con le risorse a disposizione e con i tempi di attuazione previsti dall’opera nel suo complesso.
Il Sindaco Bellandi, sostenuto dall’on. Fanucci, ha chiesto impegno nel sostenere ogni misura possibile a rendere l’intervento compatibile con la storia, la rilevanza e l’importanza del centro termale e turistico di Montecatini. L’ing. Gentile in questo senso ha convenuto anche sull’importanza della riqualificazione della stazione, come porta d’ingresso della città.
E’ certo che le scelte che verranno attuate per il raddoppio incideranno profondamente sul futuro di Montecatini, ma anche del vicino Comune di Pieve a Nievole. Tutti vogliono evitare il rischio di barriere che dividerebbero in due parti – e definitivamente – i territori disposti a nord e a sud della ferrovia.
Qualche mese fa, in Comune a Montecatini, si è svolta una conferenza stampa per fare il punto sulla delicata situazione. «A raso non si passa, l’abbiamo detto e qui lo ribadiamo – ha sottolineato Massimo Morini, capogruppo “MontecatineSi” – anche se il lavoro più difficile inizia ora: rendere la sopraelevata realtà».

Nel caso fosse scelto il progetto di raddoppio in sopraelevata, l’andamento della ferrovia si snoderebbe così: a ovest della stazione di Montecatini-Monsummano (quella di piazza Italia) inizierebbe la rampa in salita verso l’attuale stazione di Montecatini Centro, con i binari che si alzerebbero fino a 3/3.5 metri all’altezza di via Tripoli. L’ascesa continuerebbe fino a 4.5 metri all’altezza di via del Salsero per rimanere fino a poco prima dell’ippodromo, dove la linea scenderebbe di circa un metro per raccordarsi all’attuale terrapieno. Ancora non è chiaro come e quanto lunga sarà la parte in sopraelevata e come sarà costruito il viadotto.
Il 13 Luglio 2016 il consiglio comunale di Montecatini Terme ha votato all’unanimità il no al raddoppio a raso.

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